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Nelle grinfie della burocrazia! E intanto la mia azienda e gli animali lentamente si spengono

Pubblicato il 25/01/2021 13:04 - Aggiornato il 25/01/2021 13:05

Di seguito riportiamo la lettera inviataci da uno dei nostri lettori

Buonasera mi presento sono Guerci Otello, padre di tre figli e abitante di Cittareale, piccolo comune a 10 km da Amatrice colpito dal sisma nel 2016. Sono qui a raccontarle nella speranza che qualcuno si faccia portavoce della nostra situazione di ingiustizia perpetrata nei confronti della mia azienda agricola ad oggi ancora in attesa di risposta.

Noi alleviamo cani (cocker spaniel inglesi) e con il sisma 2016 abbiamo subito la perdita dello stabile dove li ricoveravamo nel periodo invernale e dove facevamo magazzino e cucciolate. Inoltriamo come tutti gli allevatori la domanda con la misura 5 quella dei ricoveri urgenti per animali, ma la regione ci respinge perchè secondo loro non c’è consistenza zootecnica nell’azienda (abbiamo registrati all’anagrafe canina di Rieti dal 2008 ad oggi oltre 150 esemplari! Abbiamo un riconoscimento da parte dell’ente nazionale della cinofilia (sotto il MIPA) come allevamento dal 2015 e un sopralluogo asl sempre del 2015 che descriveva minuziosamente i luoghi e il numero di esemplari presenti).

La regione Lazio se ne lava le mani. Facciamo così la domanda per la misura 9 delocalizzazione delle attività produttive. Ad oggi, nonostante tutte le documentazione richiesteci dalla regione Lazio, nonostante stiamo aspettando da giugno 2020 un parere del commissario Legnini, questa situazione non si sblocca perchè nessuno si vuole prendere la responsabilità di autorizzare e ci hanno chiaramente detto che se Legnini non risponderà sarà un ‘no’ con conseguente e oneroso per noi ricorso al tar.

Nel frattempo la nostra attività continua ed è continuata in condizioni a dir poco disastrose sia per gli animali che sono costretti a stare sotto la pioggia e sotto la neve, sia per la gestione che come capirà è assolutamente difficoltosa anche per noi.

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