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Draghi fa una “svista” e chi è in cassa integrazione si ritrova senza 280 euro

Grazie a Mario Draghi, nel passaggio tra legge di bilancio e sostegni non è prevista la copertura dal 25 al 31 marzo della cassa integrazione, e così a marzo i lavoratori avranno 280 euro in meno rispetto al mese precedente. L’ultimo pasticcio sulla Cassa integrazione mette ancora più in evidenza la difficoltà del governo a saper gestire le cose. Le ulteriori 13 settimane di Cig introdotte dal decreto Sostegni risultano fruibili dal primo aprile, e questa “svista” rischia di far perdere diversi soldi a chi ne ha estremamente bisogno. (Continua a leggere dopo la foto)

A fare i conti è il consigliere nazionale di Unimpresa Giovanni Assi che al Messaggero spiega: “La perdita dipende dal numero di giorni lavorativi rimasti effettivamente scoperti ed è compresa tra 110 e 280 euro. Il taglio interessa potenzialmente oltre sei milioni di persone”. Unimpresa chiede al ministero del Lavoro di “intervenire affinché il cortocircuito normativo venga sanato in sede di conversione in legge del decreto Sostegni. Se così sarà i lavoratori colpiti dalla sforbiciata avranno la possibilità di recuperare retroattivamente le somme andate perse”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Con quali tempistiche? Nella migliore delle ipotesi i pagamenti relativi all’ultima settimana di marzo arriveranno a giugno, sempre a patto che la discrepanza tra i due periodi di cassa integrazione venga cancellata. Unimpresa – si legge sempre sul Messaggero – aveva lanciato l’allarme già alla fine di marzo, avvisando il governo del buco venutosi a creare per effetto del meccanismo normativo che disciplina l’ammortizzatore sociale. Insomma si è verificato una sorta di blackout e così in molti sono rimasti privi di tutele dal 25 al 31 marzo. (Continua a leggere dopo la foto)

“Parliamo di una falla che ha sensibilmente alleggerito le buste paga della mensilità di marzo che i lavoratori stanno iniziando a ricevere”, prosegue il consigliere nazionale di Unimpresa, “ma il nostro grido di allarme e le denunce provenienti dal mondo sindacale hanno lasciato fin qui indifferente il governo guidato da Mario Draghi, che forse trascura il danno provocato in questi giorni a imprese e lavoratori dal buco normativo relativo alla cassa integrazione Covid-19”.

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