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Il Recovery Fund non esiste, parola di Mario Monti

di Giuseppe Masala.

<< Il bilancio della Ue 2021-2027 e il Recovery Fund, per dispiegare i loro effetti, richiedono che la decisione sulle nuove risorse proprie venga ratificata da tutti gli Stati membri, come se fosse una modifica del Trattato (e magari qualche Paese penserà di ricorrere ad un referendum …)>>. 

Mario Monti, Corriere della Sera 21/Luglio/2020. 

Mario Monti non è certamente sospettabile di essere un sovranista e un antieuropeista, però sicuramente l’uomo ha delle caratteristiche straordinarie nel mondo politico italiano di oggi. Una di queste è il fatto che non lesina verità sgradevoli né le ricopre con un velo ipocrita. In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 21 Luglio a commento del presunto accordo dell’ultimo Consiglio Europeo, nel quale si discuteva del Recovery Fund, dice che quanto deliberato dovrà essere approvato da tutti i parlamenti nazionali come se fosse un nuovo trattato, perchè – appunto – deroga ai trattati vigenti. Secondo voi quante possibilità vi sono – tanto per fare un esempio – che il Parlamento olandese approvi  l’accordo? Molto molto basse, sia perchè la logica solidaristica è invisa all’opinione pubblica e a breve nel paese ci saranno nuove elezioni, sia perchè nel Senato olandese il Governo Rutte è semplicemente in minoranza. La verità vera che si può desumere dalle parole di Monti è che in sostanza il Consiglio Europeo ci ha venduto fumo, ha messo in scena una commedia. Traete voi le conclusioni. 

Aggiungo di mio, che inoltre ci sarebbe un altro problema: l’accordo sul Recovery Fund prevederebbe l’istituzione di tributi europei. Secondo voi quante possibilità ci sono che la Corte di Karlsruhe approvi l’istituzione di tasse europee espressamente vietate dai Trattati Europei e contrarie alla Grundgeseitz? Io è come se stessi sentendo le toghe rosse di Karlsruhe usare la locuzione magica nella sentenza che emaneranno su questa materia: <<Atto Ultra Vires>>. 

La verità vera, cari amici, è che nella migliore delle ipotesi al Consiglio Europeo hanno preso tempo con un accordo farlocco. Nella peggiore (dal punto di vista europeista) invece è iniziato lo smantellamento dell’area euro.

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