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Non solo rose per i giallorossi. Kurz all’attacco del nuovo governo: “L’Italia non sarà una seconda Grecia”

Non ci sono solo rose per il governo giallorosso, quello appena salutato dalle istituzioni europee con un plauso pressoché universale. Il ritorno del Pd sulle poltrone del governo non ha infatti convinto tutti: “L’Italia non deve diventare una seconda Grecia”. Parole, alquanto esplicite, che arrivano da Sebastian Kurz, leader del Partito Popolare Austriaco nonché ex cancelliere.

Dito puntato, dunque, contro il nuovo esecutivo che ha visto i democratici unire le forze con i Cinque Stelle dopo lo strappo voluto da Salvini: “Non siamo disposti a pagare i debiti italiani”. Insomma, parole tanto chiare quanto dure. La reazione del capo politico del partito più forte in Austria arriva, non a caso, di fronte alla nomina di Paolo Gentiloni agli Affari Economici.

Il presidente del Partito Democratico è andato a ricoprire un ruolo di primissimo piano contro il volere di Visegrad (Finlandia, Olanda e appunto Austria), che non vorrebbero un Paese ad alto debito come il nostro in un portafoglio economico così decisivo. Proprio in quel solco si è così inserito Kurz, che ha preso subito posizioni chiare.

“Respingiamo rigorosamente un ammorbidimento delle regole di Maastricht come richiesto da Italia. L’Italia non può diventare una seconda Grecia. Ad ogni modo, non siamo pronti a pagare i debiti dell’Italia!”. Parole che sono anche un chiaro messaggio a Ursula Von der Leyen, impegnata in questi giorni a mettere a punto la squadra della nuova Commissione Europea.

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