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Immigrazione, con Lamorgese l’Italia sarà complice delle Ong e schiava del modello voluto dall’Europa

Il governo Conte-bis, con il suo bel carico di retorica e pochi fatti, si accingerà a stravolgere anche la politica sull’immigrazione. Dei buoni risultati che si erano raccolti durante la passata esperienza di governo, non resterà nulla. Inizierà infatti un nuovo giro di accordi sporchi con l’Europa e con l’Italia a fare la parte della vittima. La strategia di Palazzo Chigi sulla questione migranti è chiara: far credere che si intende superare Dublino e tornare al sistema di quote condivise a livello di Unione europea, e in realtà operare come si è sempre fatto.

Ossia? L’Italia sarà lo scalo delle rotte migratorie – che torneranno a far registrare migliaia di arrivi clandestini – e in cambio otterrà “sconti” da parte dell’Europa e spread basso.

Basta la guerra alle ong, sì invece a un confronto con loro. La stessa ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, in passato, ha già dichiarato che con le ong ci sarà collaborazione, nel rispetto di regole e norme che andranno puntualizzate. E questo “andranno puntualizzate” è, appunto, un altro modo per dire tutto e non dire nulla. Così, mentre loro proveranno a puntualizzare norme, i migranti continueranno ad arrivare e le ong continueranno a fare i loro interessi.

Tutto passerà da una revisione, più o meno massiccia, dei decreti Sicurezza che, almeno, dovranno recepire le indicazioni arrivate dal Quirinale – guarda caso – e garantire “una maggiore aderenza agli obblighi previsti dalle leggi del mare”.

Intanto si distendono anche i rapporti tra Francia e Italia, dopo la stagione dei duri respingimenti attuati alla frontiera tra i due Paesi. Lontani i tempi in cui il M5S muoveva accuse di “colonialismo” ai cugini. Adesso arriva una bella letterina “per avere relazioni più costruttive” inviata dal titolare degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, proprio a Luigi Di Maio.

Intanto Lamorgese, che ha preso il posto di quel brutto e cattivo di Matteo Salvini, dovrà occuparsi della gestione delle persone che saranno accolte in Italia in attesa di ricevere una risposta riguardo alla loro domanda di protezione internazionale. Cosa farà? Replicherà sostanzialmente ciò che lei stessa mise in piedi come capo di Gabinetto del ministro Minniti. Ed ecco qua che il sistema si ripete, proprio come volevano loro. Loro chi? Quelli che siedono a Bruxelles e nei tavoli di un sovrapotere che tornerà a farla da padrone a casa nostra.

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