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Le tante parole di Conte. Per non dire nulla

Non è di certo stato il più grande ribaltone di sempre, ma con questo nuovo governo passeranno dalla difesa degli italiani alla difesa del Sistema. La Ue continua a fare solo gli interessi della Germania. E questo governo ha già deciso di accontentarsi delle briciole. Oggi si deve votare la fiducia alla Camera al Conte-bis. Il presidente del Consiglio inizia il suo discorso ringraziando Mattarella: “Ha guidato il Paese con equilibrio e saggezza ed è stato un riferimento per tutti. Oggi ci presentiamo per chiedere a voi – rappresentanti del popolo italiano – la fiducia al nuovo governo che guiderò con disciplina e onore. Il mio ruolo è di servizio al Paese. Guarderò al bene comune senza lasciare che prevarichino interessi di parte. Il programma che vi illustro non è una mera sommatoria delle diverse posizioni assunte dalla forze politiche che hanno sostenuto questa iniziativa”.

“È invece un progetto di governo del Paese connotato sul piano politico che annuncia risposte che ci impegniamo a realizzare con impegno. Il programma ha l’ambizione di disegnare la società in cui vogliamo vivere noi stessi, ma soprattutto quella che vogliamo consegnare ai nostri figli”.

“Il patto politico e sociale che oggi proponiamo a voi e agli italiani deve essere intergenerazionale. Oggi si inizia una nuova stagione riformatrice con elementi di forte novità. Realizzeremo con la massima rapidità le cose più critiche e necessarie. Con umiltà e con l’aiuto di tutti intendiamo recuperare una nuova etica di condotta politica”.

“Il nostro è un progetto politico anche culturale, vogliamo mettere alle spalle il frastuono delle dichiarazioni bellicanti e degli annunci roboanti. Useremo un lessico più consono e più rispettoso delle persone e della libertà delle idee. La lingua del governo sarà una lingua mite perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole”.

“Urge consapevolezza del ruolo e umanità. Il nostro programma si inserisce in un contesto internazionale di incertezza che ci obbliga a un’azione riformatrice che rilanci in modo sostenibile la società e l’economia. Abbiamo l’opportunità storica di imprimere una svolta profonda nelle politiche economiche e sociali per giovani, famiglie a basso reddito e a tutto il sistema produttivo. Cresciamo a ritmi troppo inferiori: serve uno sviluppo armonico e sostenibile”.

“Azione coordinata sul piano interno e sul piano europeo. Ci concentreremo sulle donne e sui giovani, soprattutto nel Mezzogiorno. Dobbiamo pensare a salari e diritti umani, rimuovendo gli ostacoli che ci impediscono di realizzare questi obiettivi. Scuola e università di qualità saranno le prime leve sulle quali agire, concentrandoci anche sugli aiuti alle famiglie e sugli asili nido, ai quali saranno volti i nostri primi interventi”.

“La scuola è centrale, rafforzeremo il sistema scolastico, dell’università e della ricerca, perché dobbiamo spingere il nostro Paese verso il livelli più alti di conoscenza. Ci deve essere un intenso coordinamento tra università e enti di ricerca per favorire anche l’internazionalizzazione. Ci dobbiamo adeguare ai migliori standard internazionali. I giovani sono la nostra spinta propulsiva. Questo è il governo più giovane della storia della Repubblica. Dobbiamo quindi vincere questa sfida”.

“Dobbiamo inoltre creare le condizioni per favorire gli investimenti pubblici e privati, anche dall’estero. Per questo è stato creato il ministero dell’Innovazione, per aiutare le imprese e la medesima Pubblica Amministrazione a trasformare l’Italia in una ‘smart nation’.  Dobbiamo primeggiare a livello internazionale in questa quarta rivoluzione industriale. L’innovazione deve essere dell’industria, dell’economia e della società”.

Prosegue Conte: “Dobbiamo dotare il Paese di una infrastruttura a banda larga nel giro di pochissimi anni. Ma anche di infrastrutture tradizionali, stando sempre attenti al rispetto dell’ambiente. Le infrastrutture sono essenziali per una nuova crescita sostenibile. Abbiamo bisogno di un sistema moderno, connesso e sicuro, valutando l’impatto ambientale delle opere. Faremo una revisione di tutte le concessioni. E per quanto riguarda Autostrade porteremo a compimento il procedimento di revoca della concessione dopo la tragedia del Ponte Morandi. Non faremo nessuno sconto, per onorare la memoria delle 43 vittime”.

“Per le politiche energetiche dobbiamo accelerare per le fonti rinnovabili e combattere per i cambiamenti climatici. Fermeremo le trivellazioni di idrocarburi, quindi non si faranno nuove concessioni. Dobbiamo sviluppare la filiera agricola, sostenere quelle messe in piedi dai giovani e puntare anche in questo campo sulla ricerca”.

Conte annuncia: “Il mio primo impegno pubblico sarà la visita ai comuni colpiti dal sisma. L’azione di rilancio degli investimenti passa dall’abbattimento del divario tra nord e sud. Occorre rilanciare un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno. Investiremo meglio sul turismo e sui nostri patrimoni artistici e culturali. Dobbiamo investire sulla creatività e su chi alimenta la cultura”.

“Gli italiani hanno diritto a confrontarsi con un Fisco chiaro che sia amico dei cittadini e delle imprese. Tutti devono pagare le tasse, tutti. Perché così tutti pagano meno. Ridurremo le tasse sul lavoro, il cosiddetto ‘cuneo fiscale'”.

“La prossima manovra sarà impegnativa. Eviteremo l’aumento automatico dell’Iva. Le risorse saranno reperite con la spending review, il contrasto all’evasione, la riformulazione della tassazione e l’inserimento di nuovi strumenti digitali. Per quanto riguarda le riforme costituzionali, procederemo con il disegno di riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto ad aumentare le garanzie costituzionali”.

“Faremo una riforma dell’elezione del Csm e inaspriremo la lotta alla criminalità organizzata. Approveremo in tempi celeri una legge sull’acqua pubblica. Difenderemo la sanità pubblica e faremo un piano straordinario di assunzione di medici e infermieri”.

“Dobbiamo rafforzare le politiche di contrasto all’evasione fiscale. I profitti devono essere tassati dove sono effettivamente realizzati. Sui temi riguardanti l’Europa – continua Conte – dobbiamo imprimere un salto di qualità del ruolo dell’Unione Europea. Dobbiamo evitare politiche sterili di isolazionismo. Anche sulle politiche migratorie dobbiamo affrontare la questione nel suo complesso, con normative contro il traffico illegale e l’immigrazione clandestina, ma allo stesso tempo dobbiamo concentrarci su integrazione per coloro che hanno diritto a rimanere e rimpatri per coloro che non ne hanno diritto”.

“Rivedremo – alla luce delle osservazioni del Presidente della Repubblica – le misure in materia di sicurezza. Intendiamo sviluppare rapporti con i grandi attori globali e con le aree di maggior interesse del nostro sistema produttivo. Il tutto con modalità compatibili con la nostra vocazione euroatlantica”.

“Chiedo che il confronto si svolga sempre nei luoghi istituzionali: dobbiamo dimostrare ai cittadini che siamo intenzionati a cambiare davvero il Paese e non ci facciamo distrarre da dinamiche esterne”.

La linea del Conte-bis, al netto dei tanti annunci e dei tanti proclami, è chiara: rispettare le linee dettate da Bruxelles e sfruttare tutti gli sconti che stanno già facendo all’Italia in cambio della perdita della nostra sovranità. Il Sistema, la finanza e le lobby già si sfregano le mani, e si preparano a una grande stagione di raccolto. Questo è il governo che volevano, questo è il governo che hanno avuto. Con buon pace di chi, invece, avrebbe voluto altro. Cioè il popolo, quello vero.

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