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“In Ucraina è iniziata la stagione delle purghe”: l’ennesima svolta autoritaria di Zelensky

Pubblicato il 21/07/2022 11:42

Ci hanno dipinto per mesi e mesi Volodymyr Zelensky come il paladino della democrazia, il “buono” da incensare pubblicamente a ogni occasione, in contrapposizione con Vladmiri Putin. Peccato che continui invece a resistere una fittissima coltre di nebbia su quanto realmente accade in Ucraina, un Paese dove la difesa dei diritti civili non è propriamente tra le priorità dell’esecutivo. E dove la stagione delle “purghe eccellenti” sembra appena cominciata.

Come spiegato da Repubblica, Zelensky ha dato il via in questi giorni alle epurazioni illustri. A partire dall’allontanamento del capo dell’intelligence Ivan Bakanov e della procuratrice generale Iryna Venediktova. Un modo per “concentrare il potere dello Stato nelle mani di tre uomini”, guarda caso amici di vecchia data del premier con il quale condividono il posto di lavoro, quel civico 11 di via Bankova a Kiev dove ha sede l’Ufficio del presidente dell’Ucraina.

Non certo una bella notizia per l’opposizione politica, che vede farsi sempre più potente la figura di Zelensky e dei suoi fedelissimi. Tanto che la stampa ha già coniato l’espressione “verticale del potere”, immagine evocativa che rende bene il grado di forza acquisito dal trio ma anche la dose di manovre ciniche “alla House of Cards” che ci sono volute per raggiungerlo. Il vertice massimo è ovviamente Zelensku stesso, le altre figure chiave sono il capo dell’Ufficio del presidente, Andriy Yermak, e il suo vice Oleh Tatarov.

Personaggi dal passato burrasco. Tatarov, per esempio, in passato era stato al centro di una grossa indagine dell’Anticorruzione ucraina per una presunta mazzetta da 2,8 milioni di dollari legati a un progetto immobiliare della Guardia Nazionale. Indagine che, secondo l’opposizione, sarebbe stata insabbiata in ogni modo possibile. Oggi Tatarov e il suo pupillo Yermak controllano, di fatto, “la procura generale e i servizi segreti, nonché l’Ufficio di investigazione dello Stato, l’Ufficio per la sicurezza economica, il dipartimento della Polizia”. E meno male che, dicevano certi giornali, Zelensky doveva essere il paladino della democrazia.

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