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“Verso lo scioglimento delle camere”. Le mosse di Mattarella dopo le dimissioni di Draghi

Pubblicato il 21/07/2022 11:12

Mario Draghi ha annunciato le dimissioni nell’Aula della Camera poco dopo le 9 del mattino del 21 luglio. Il Pd è scattato in piedi e ha trainato l’applauso di una parte dell’emiciclo. Il presidente china più volte il capo senza che il sorriso si spenga: “Grazie per questo… E grazie al Parlamento per i 17 mesi di lavoro che sono alle spalle”. Poi una battuta: “Certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato”, accennando a una lieve commozione. Poi è salito al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani di Mattarella. Il Consiglio dei ministri, che sembrava un passaggio obbligato dalle consuetudini, non si farà. Il presidente Draghi ha già presentato le sue dimissioni in Cdm giovedì scorso, dopo lo strappo del M5S al Senato. (Continua a leggere dopo la foto)

L’ incontro con il presidente della Repubblica è durato circa mezz’ora. Draghi ha riferito a Mattarella sulla discussione in Senato e ha reiterato le sue dimissioni irrevocabili. Entrato dal cortile del Quirinale sul tappeto rosso, il presidente del Consiglio è uscito da un ingresso laterale. Mattarella ha preso atto delle dimissioni del premier e del governo. Draghi e l’esecutivo restano in carica per il “disbrigo degli affari correnti”. Il Quirinale ha fatto sapere di aver convocato per questo pomeriggio i presidenti di Camera e Senato, “ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura”. Il punto centrale è il passaggio “sentiti i loro Presidenti”. Come spiegato da Sabino Cassese sul Corriere, per poter sciogliere un Parlamento che ha – di fatto – appena ridato la fiducia al governo, il capo dello Stato deve parlare con i presidenti delle Camere. (Continua a leggere dopo la foto)

“Un atto tanto importante” (cioè lo scioglimento delle Camere), “con il quale il capo dello Stato si mette in una posizione superiore all’organo stesso che l’ha scelto, e alla volontà popolare che rappresenta, deve essere fondato su gravi motivi di interesse generale e non personali, e deve essere preceduto dalla consultazione dei presidenti delle due Camere”. Possibili date per il voto: 25 settembre o 2 ottobre.

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