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Ecco cosa c’era nelle fiale di Moderna sequestrate in Giappone. Lo scoop della Reuters

Una notizia che aveva fatto il giro del mondo, quella del ritiro da parte delle autorità sanitarie del Giappone di alcuni lotti di vaccino anti-Covid Moderna, risultati contaminati e per questo potenzialmente pericolosi in caso di somministrazione. In queste ore, la Reuters ha diffuso ulteriori dettagli della vicenda, spiegando che all’interno delle fiale erano state trovate delle piccole parti di acciaio inossidabile, il risultato probabilmente di un errore in fase di produzione del farmaco.

Ecco cosa c'era nelle fiale di Moderna sequestrate in Giappone. Lo scoop della Reuters

Negli ultimi giorni erano state individuate altre fiale “contaminate” nelle prefetture di Kanagawa e Hokkaido, subito ritirate prima che potessero essere somministrate alla popolazione. L’azienda Takeda Pharmaceuticals, incaricata della distribuzione sul territorio del vaccino Moderna, ha spiegato che la presenza in sospensione di particelle di acciaio è probabilmente causata dalla frizione tra componenti in metallo della linea di produzione, una tesi confermata anche da uno scoop dell’agenzia di stampa Reuters.

Un errore durante la fase di produzione, dunque. Che secondo Takeda Pharmaceuticals non avrebbe comunque comportato rischi aggiunti per la salute, se non la possibilità di reazioni allergiche. Nel Paese, però, si è nel frattempo scatenata la caccia alle fiale contaminate. Il governo aveva parlato nei giorni scorsi di “contaminanti esterni” di dimensioni inferiori a mezzo millimetro in alcune fiale di vaccino contro Covid-19 prodotto da Moderna, e appartenenti ad un lotto differente dai tre già sequestrati in Giappone, per un totale di 1,63 milioni di dosi. Un quarto lotto era stato poi individuato a Okinawa.

In attesa di ulteriori approfondimenti, il governo ha anche bloccato in via cautelativa la somministrazione di 1,63 milioni di dosi di vaccino prodotte da Moderna in Spagna. Nel frattempo è stato registrato il decesso di due uomini, uno di 30 e l’altro di 38 anni, che si erano da poco vaccinati con uno dei lotti poi ritirati, per la precisione il 3004734. Le autorità sanitarie negano per ora che a causare la morte dei due pazienti possa essere stato il farmaco anti-Covid, in un crescendo però di tensioni sempre più forti.

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