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Le spese folli di Alitalia: mentre l’azienda faceva crac, 600 mila euro finivano in cene e banchetti

Ci sono anche i nomi di Luca Cordero di Montezemolo e Silvano Cassano tra i 21 indagati per il dissesto Alitalia Sai, compagnia di bandiera ammessa nel 2017 al concordato con i creditori e dichiarata insolvente. Gli avvisi di garanzia notificati dalla Guardia di Finanza non hanno risparmiato anche il vicepresidente James Hogan e i consiglieri d’amministrazione dell’epoca Roberto Colaninno e Marc Cramer Ball. Tre le diverse tipologie di reato ipotizzate: falso in bilancio, dissipazioni e ostacolo alla vigilanza.

Le spese folli di Alitalia: mentre l'azienda faceva crac, 600 mila euro finivano in cene e banchetti

Secondo la procura di Civitavecchia si sarebbero verificati una serie di irregolarità contabili con l’obiettivo di “far sopravvivere artificiosamente la società e migliorare artatamente i dati sulle condizioni economiche di Alitalia Sai per compensare risultati negativi”. Le indagini accusano i vertici della compagnia di aver nascosto delle informazioni inducendo così soci, pubblico, creditori e finanziatori in errore.

Le spese folli di Alitalia: mentre l'azienda faceva crac, 600 mila euro finivano in cene e banchetti

Incertezze evidenti, che balzavano agli occhi negli scostamenti dei risultati raggiunti dalla società rispetto a quelli programmati. E però puntualmente tenute nascoste. Per la procura si procedette anzi a una falsificazione dei bilanci, o si consentì comunque la loro falsificazione, per non rendere possibile “la ricostruzione del patrimonio o del movimento di affari della società”. Poi ci sarebbero le dissipazioni “attraverso operazioni incoerenti e antieconomiche finalizzate ad avvantaggiare soggetti diversi da Alitalia Sai”.

Le spese folli di Alitalia: mentre l'azienda faceva crac, 600 mila euro finivano in cene e banchetti

Nonostante i conti tutt’altro che rosei, sempre secondo le indagini non mancavano mai ingenti spese per catering e banchetti, circostanza contestata a tutti gli ad che si sono susseguiti alla guida di Alitalia. Pensare, ad esempio, ai 133.571 euro che l’azienda, dissestata, avrebbe destinato alla società Relais le Jardin, fornitrice del catering in occasione delle riunioni del consiglio di amministrazione. Una vicenda che, come ammesso dal ministro allo Sviluppo Economico Patuanelli, evidenzia responsabilità politiche per quanto accaduto e per quanto, invece, non è mai stato fatto.

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