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La Germania dichiara guerra all’Italia! Se volete i soldi dovete piegarvi alla Troika

Mettere in discussione il concetto di rigore europeo che da tempo la Germania predica al di fuori dei propri confini? Non se ne parla nemmeno, nonostante l’emergenza coronavirus che ha già messo in ginocchio l’Italia e minaccia di fare presto altrettanto con altri Stati, Spagna in primis. Berlino lo sta facendo capire chiaramente in queste ore concitate, indirizzando l’orientamento dell’Ue. Niente linee di credito all’Italia attraverso il Mes se non attraverso condizioni concordate in anticipo, niente obbligazioni con garanzia comune, come i famosi coronabond. Qualsiasi misura presa in discussione nel corso del prossimo Eurogruppo sarà legata a “un’adeguata condizionalità”, come ribadito dal ministero delle Finanze dei Paesi Bassi, altro Paese che sostiene la linea del rigore sempre e comunque.

La Germania dichiara guerra all'Italia! Se volete i soldi dovete piegarvi alla Troika

I Paesi dell’Ue che ne avranno bisogno, dunque, potranno sì accedere a degli strumenti di sostegno finanziario, ma soltanto dietro vincoli più o meno stringenti che saranno discussi caso per caso. I soldi ce li daranno, insomma. A patto però di poter influenzare il nostro modo di spenderli in futuro. E d’altronde quello che la Bce sta facendo è ormai chiaro: aiutare innanzitutto le banche francesi e tedesche, come spiegato in queste ore dall’ex presidente Ifo Hans-Werner Sinn. “I francesi hanno investito molto nei titoli di stato italiani e si possono aiutare sostenendo il corso di questi titoli, altrimenti ci sarebbero delle svalutazioni e delle perdite e quindi il rischio di fallimento di qualche banca”. E poi i tedeschi, prima del Bel Paese: “Se l’Italia non dovesse pagare, un terzo sarebbero a carico della Germania”.

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L’economista aveva poi suggerito una donazione di 20 miliardi di euro all’Italia, una strategia ben diversa da quella auspicata da Conte, che chiedeva invece alla Bce il ricorso al Fondo Salva-Stati, il Mes, senza condizioni, per ottenere risorse da destinare esclusivamente all’emergenza sanitaria ed economica. Qualcosa che, al momento, Bruxelles non prevede e non vuole prevedere. Lo aveva ribadito anche il membro del Consiglio di esperti Handelsblatt Volker Wieland: “I Paesi attualmente colpiti dalla crisi dovrebbero presentare una domanda di assistenza al meccanismo europeo di stabilità, ma sarebbero vincolati a delle condizionalità”. Ciò consentirebbe poi alla Banca Centrale Europea di acquistare titoli di Stato di singoli paesi attraverso l’Omt”. Un programma mai utilizzato che però permetterebbe alla Bce l’acquisto illimitato di titoli di Stato di un Paese che non riesce più a finanziarsi sui mercati.

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Il tutto mentre la Germania annunciava misure imponenti per far fronte alla crisi, con un fondo da 600 miliardi di euro per stabilizzare l’economia e garanzia di credito per 400 miliardi. Altri 100 garantiranno liquidità alle aziende in crisi. I tedeschi possono permetterselo avendo un debito pubblico inferiore al 60% del Pil, Spagna e Italia non potranno ovviamente fare altrettanto. Dimenticando, come sempre, che se la loro economia è così solida lo devono proprio a quell’Unione che esiste soltanto quando fa comodo. Di fronte alle emergenze, ognun per sé e Dio per tutti. Convinti, loro, che se un Dio esiste parli sicuramente tedesco.

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