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Cibo, moda, energia: così la Francia di Macron sta fagocitando l’Italia (ma nessuno se ne accorge)

La Francia alla conquista di un’Italia addormentata, narcotizzata da una classe politica incapace di rendersi conto delle mire dei cugini d’oltralpe, pronti a fagocitare le nostre migliori eccellenze. Ultime in ordine cronologico le Saline di Margherita di Savoia, le più grandi d’Europa, acquisite dal gruppo Salins attraverso l’accollo di un debito che Atisale, controllata da Salapia, aveva verso il Monte dei Paschi di Siena. Un passaggio avvenuto senza clamore, i riflettori ben lontani, nessun rappresentante del nostro Paese ad alzare la voce o quanto meno puntare il dito.

E d’altronde qualcosa di simile potrebbe avvenire anche con Lactalis, che ha messo gli occhi da tempo sul mercato italiano del latte e dei formaggi. La multinazionale francese ha acquistato già la Nuova Castelli, principale esportatore italiano di Parmigiano Reggiano (valore 460 milioni circa). E la Francia è entrata anche nel settore delle forniture dei servizi e dell’energia dei grandi ospedali di Cattinara Maggiore, uno dei più grandi progetti italiani di partenariato pubblico-privato nel settore.

Cheesemaker Singh Taljit, member of the Indian Sikh community, uses a hammer to tap the cheese and listen for tones indicating whether the cheese has aged at a Parmigiano Reggiano factory in the Dall’Aglio Farm on September 1, 2018 in Gattatico, near Reggio Emilia. – Cheesemaker Singh Taljit, who has been doing this job for 16 years makes cheese according to the millennial tradition method. Italy has a large hidden community of Sikh migrants mostly present in farms in the North of Italy, working as agricultural workers. (Photo by MARCO BERTORELLO / AFP) (Photo credit should read MARCO BERTORELLO/AFP/Getty Images)

Uno shopping, quello che Macron & co. portano avanti con disarmante regolarità appena varcato il confine per venirci a fare visita: negli ultimi 10 anni i francesi hanno comprato aziende italiane per un valore totale di 50 miliardi di euro. Grande distribuzione (Carrefour aveva rilevato Gs). Supermercati Auchan. I grandi magazzini Brico e Decathlon. Poi l’energia, la finanza (dalla Banca Nazionale del Lavoro a Cariparma e Friuladria passando per la Cassa di Risparmio di La Spezia).

Una conquista passata anche per la moda: Pucci, Acqua di Parma, Fendi, Moncler. E per il cibo, altra nostra eccellenza. E l’Italia? Il governo Conte bis ha tentato di difendersi attivando la “golden share”, norme speciali di intervento riservate all’esecutivo con le quali si è fatto sentire nei confronti delle società impegnate a realizzare le reti 5G (Tim, Vodafone, Tre, Linkem, Wind e Fastweb). Un piccolo tentativo di alzare la voce, in mezzo a una campagna francese sempre più aggressiva. Di sicuro, non abbastanza.

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