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Borsa Italiana: strategica per l’Italia, piace alla Francia (che se la sta già comprando)

Giorni di incertezza, questi, per Borsa Italiana, acquistata dal London Stock Echange e ora costretta a fare i conti con la Brexit e con le sue possibili conseguenze. Stando al Sole 24 Ore, la lista degli interessati comprenderebbe Euronext, la federazione di listini europei centrata su Parigi, e Francoforte. Tra le ipotesi, anche quella di una possibile vendita della piattaforma italiana che, come risulta da uno studio di R&S-Mediobanca, “da quando è stata acquisita 11 anni fa ha contribuito addirittura per il 56% agli utili dell’Lse”. Un asset del quale, dunque, Londra si priverebbe malvolentieri. Ma i timori fanno capolino, non solo per l’uscita dall’euro del Regno Unito ma anche per il trasferimento del mercato dalla capogruppo UK a Borsa Spa, mossa dettata anch’essa dall’incertezza di questi tempi.

Borsa Italiana: strategica per il nostro Paese, piace alla Francia

Una notizia, quella del ritorno a casa di Mts, che era stata anticipata già dal Financial Times e dal The Economic Times e poi confermata in Italia, precisando che la piattaforma sarebbe stata trasferita a Milano, in linea con il desiderio della Bce e di Bruxelles di riportarla nell’Eurozona per disciplinarla direttamente. Uno spostamento che ha interessato le due piattaforme di trading obbligazionario, Ebm e Mts Cash.

Borsa Italiana: strategica per il nostro Paese, piace alla Francia

Intorno a Borsa Italiana, strategica per il Paese, c’è però anche un altro interesse preciso, quello dei francesi. Una mossa che rientra perfettamente in un piano di lungo periodo già evidente: già oggi, i transalpini sono il principale partner finanziario del Bel Paese, detenendo un portafoglio titoli da 54,9 miliardi di euro che equivale al 10% della capitalizzazione di Piazza Affari. Solo i grandi fondi americani, per intenderci, ne hanno di più. I francesi si distinguono perché hanno partecipazioni rilevanti e di natura per lo più industriale.

Borsa Italiana: strategica per il nostro Paese, piace alla Francia

Di recente avevano fatto notizia l’attivisimo di Vivendi in Telecom Italia e Mediaset, due pacchetti azionari che messi insieme valgono 2,7 miliardi di euro, o quello di Lactalis su Parmalat. Sul fronte non quotate, ricorda ancora il Sole 24 Ore, ci sono state l’acquisizione di Bnl da parte di Bnp o quella di Cariparma da parte di Credit Agricole. L’operazione di M&A di maggior valore tra Francia e Italia di questi anni è stata invece la fusione tra Essilor e Luxottica. Il piano per la conquista di Borsa Italiana è già entrato in funzione. Per ora, sembra, anche con successo.

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