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Paghi con la carta? Per te c’è il Bonus Befana. Ma l’idea anti-evasione del governo fa già discutere

Pubblicato il 01/10/2019 15:06 - Aggiornato il 18/11/2019 17:43

Lo hanno già ribattezzato “bonus Befana” anche se, di fatto, si tratta dello strumento scelto dal governo per contrastare l’utilizzo di contante. Un sistema che prevede, di fatto, la restituzione a inizio anno di una somma al cittadino sulla base delle spese tracciate. Non proprio nella calza e portato da una anziana signora a cavallo della scopa, ma il periodo dell’anno è quello. Un’idea che ha già però mostrato tutti i suoi limiti.

Si perché proprio mentre iniziava a circolare l’idea, venivano contemporaneamente a galla le difficoltà attuative di un provvedimento che vorrebbe limitare l’evasione in settori storicamente più a rischio. Il bonus Befana, infatti, imporrebbe una maxiattività di monitoraggio e di controllo su miliardi di spese da parte dell’amministrazione finanziaria che rischierebbero di far slittare enormemente i tempi di restituzione. Bonus Primo Maggio o giù di lì, insomma, altro che Epifania. E così ecco subito saltar fuori le alternative.

La proposta al vaglio dell’esecutivo giallorosso è quella di una detrazione del 19% su spese in settori considerati ad alto rischio di evasione e un cashback tra il 2 e il 4% (percentuale, però, ancora tutta da definire). Il governo Conte 2.0 ha d’altronde messo nero su bianco, nella Nota di aggiornamento Def, la propria intenzione di favorire i pagamenti più tracciabili: saranno introdotte misure di stimolo alla moneta elettronica e si lavorerà sul contrasto all’evasione. Il tutto passando anche per la costruzione di un nuovo rapporto Fisco-contribuente che sia anche in grado di generare entrate durature nel tempo attraverso l’emersione di maggiore base imponibile.

E così in queste ore sta tenendo banco l’introduzione di un “super bonus” che si tradurrebbe in un massimo di 475 euro di detrazione (il 19% su un importo di complessivo di spesa annuale di 2.500 euro) da sfruttare per acquisti con moneta elettronica di beni e servizi in settori ritenuti come a particolare rischio di evasione. In sostanza si verrebbe a creare una detrazione nuova di zecca per spese su cui ora non sono ammessi bonus fiscali. L’esempio più probabile potrebbe essere un piccolo lavoro di manutenzione ordinaria in casa (pensiamo a quando chiamiamo l’idraulico o l’imbianchino) o di riparazione dell’auto.

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