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Paghi con la carta? Per te c’è il Bonus Befana. Ma l’idea anti-evasione del governo fa già discutere

Lo hanno già ribattezzato “bonus Befana” anche se, di fatto, si tratta dello strumento scelto dal governo per contrastare l’utilizzo di contante. Un sistema che prevede, di fatto, la restituzione a inizio anno di una somma al cittadino sulla base delle spese tracciate. Non proprio nella calza e portato da una anziana signora a cavallo della scopa, ma il periodo dell’anno è quello. Un’idea che ha già però mostrato tutti i suoi limiti.

Si perché proprio mentre iniziava a circolare l’idea, venivano contemporaneamente a galla le difficoltà attuative di un provvedimento che vorrebbe limitare l’evasione in settori storicamente più a rischio. Il bonus Befana, infatti, imporrebbe una maxiattività di monitoraggio e di controllo su miliardi di spese da parte dell’amministrazione finanziaria che rischierebbero di far slittare enormemente i tempi di restituzione. Bonus Primo Maggio o giù di lì, insomma, altro che Epifania. E così ecco subito saltar fuori le alternative.

La proposta al vaglio dell’esecutivo giallorosso è quella di una detrazione del 19% su spese in settori considerati ad alto rischio di evasione e un cashback tra il 2 e il 4% (percentuale, però, ancora tutta da definire). Il governo Conte 2.0 ha d’altronde messo nero su bianco, nella Nota di aggiornamento Def, la propria intenzione di favorire i pagamenti più tracciabili: saranno introdotte misure di stimolo alla moneta elettronica e si lavorerà sul contrasto all’evasione. Il tutto passando anche per la costruzione di un nuovo rapporto Fisco-contribuente che sia anche in grado di generare entrate durature nel tempo attraverso l’emersione di maggiore base imponibile.

E così in queste ore sta tenendo banco l’introduzione di un “super bonus” che si tradurrebbe in un massimo di 475 euro di detrazione (il 19% su un importo di complessivo di spesa annuale di 2.500 euro) da sfruttare per acquisti con moneta elettronica di beni e servizi in settori ritenuti come a particolare rischio di evasione. In sostanza si verrebbe a creare una detrazione nuova di zecca per spese su cui ora non sono ammessi bonus fiscali. L’esempio più probabile potrebbe essere un piccolo lavoro di manutenzione ordinaria in casa (pensiamo a quando chiamiamo l’idraulico o l’imbianchino) o di riparazione dell’auto.

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