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La lettera dei ristoratori al governo: “Vogliamo chiarezza sulle regole da rispettare quando riapriremo”

Una lettera inviata al premier Conte, al ministro alla Sanità Roberto Speranza e alla titolare del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo per chiedere numi sulla riapertura della attività di ristorazione al momento della cosiddetta Fase 2, quella che vedrà l’Italia iniziare a muovere di nuovo dei passi in avanti pur convivendo con l’emergenza coronavirus. A firmarla, la Federazione Italiana Ristoratori, in un momento di grande confusione in cui, con le attività ferme a causa della crisi sanitaria, molte attività vedono il proprio futuro meno roseo che mai.

La lettera dei ristoratori al governo: "Vogliamo chiarezza sulle regole da rispettare quando riapriremo"

Quello che si chiede nel testo è chiarezza da parte del governo sulle modalità con cui i ristoratori potranno tornare a svolgere la propria attività, cercando dal governo risposte che al momento non sono ancora arrivate. Dal tipo di prodotti da utilizzare per sanificare i locali e gli strumenti utilizzati fino alle certificazioni necessarie per i prodotti da utilizzare, fino alla norme di sicurezza da adottare per la consegna di cibi a domicilio, i dubbi sono e restano al momento tantissimi. Troppi per chi, teoricamente, dovrebbe prepararsi a riaprire i battenti.

La lettera dei ristoratori al governo: "Vogliamo chiarezza sulle regole da rispettare quando riapriremo"

Nella lettera firmata da Lucia D’Errico, responsabile dell’Ufficio Relazione Istituzionali per la Federazione Italiana Ristorazione, si chiede così di istituire “un dialogo diretto e volto a creare dei tavoli di lavoro finalizzati alla ripresa del mercato e con specifico riferimento al settore ristorativo-ricettivo sotto ogni sua
forma di commercializzazione di cibi e bevande ed ai settori ad essi collegati”. Sottolineando come il governo abbia autorizzato sì la riapertura delle strutture ricettive, al momento fissata per il 18 maggio 2020, ma “non ha ancora dettato le linee guida da seguire in tema di sicurezza e prevenzione”.

La lettera dei ristoratori al governo: "Vogliamo chiarezza sulle regole da rispettare quando riapriremo"

Non proprio una situazione ottimale per chi, nel giro di un mese, dovrà acquistare prodotti, prendere confidenza con le operazioni di sanificazione necessarie a garantire la sicurezza dei locali e dei dipendenti che effettueranno consegne a domicilio e adottare tutte le norme necessarie per la ripresa del lavoro. “L’Italia – si legge ancora – non ha adottato nessuna valutazione, almeno questo alla data attuale, di ciò che è stato fatto negli altri stati per le riaperture dei locali del nostro settore”. Un settore intero chiede rapide risposte al governo, insomma. Per evitare che gli imprenditori italiani paghino ancora un prezzo altissimo di fronte a questa crisi.

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