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Amazon adesso ti fa anche la “tac”. La nuova strategia per accumulare altri dati

Jeff Bezos se ne è inventata un’altra per ottenere attraverso Amazon ancora più dati da parte degli utenti. Conosce più cose di noi più Amazon che noi stessi. Non solo la profilazione di interessi, gusti, preferenze, consumi, necessità e urgenze. Adesso, con la scusa di conoscere la taglia dei nostri indumenti, Amazon effettuerà agli utenti meno consapevoli delle vere e proprie “radiografare”. Un tecnica utile a raccogliere ufficialmente solo le misure per confezionare magliette perfette per il corpo di chi è destinato ad indossarle, ma meno ufficialmente chi lo sa…

A spiegare le cose e a lanciare l’allarme pricacy è stato Umberto Rapetto su infosec.news: “Il sarto virtuale è in realtà nascosto nel telefonino del compratore. Una serie di riprese con la videocamera dello smartphone consentirà ad un sofisticato programma di elaborare immagini e prospettive fino a realizzare una sorta di manichino digitale le cui proporzioni coincidono con il fisico dell’acquirente del capo di abbigliamento. Il dispositivo – che abitualmente adoperiamo per telefonare, inoltrare e ricevere messaggi, navigare in Rete, scattare foto e girare filmati – si trasforma in una sorta di “body scanner” che con grande rapidità ed adeguata precisione ridisegna il corpo del cliente e permette di costruirne un clone 3D corrispondente alla realtà”.

In questa maniera Amazon è in grado di far arrivare a casa una t-shirt “su misura” al prezzo di 25 dollari. “L’euforia per la straordinaria trovata si spegne presto nel cervello di chi si ostina a preoccuparsi del futuro economico di un Paese tecnologicamente del Terzo Mondo come il nostro. Almeno due i motivi di apprensione e le relative domande immediatamente abbinate. Perché invece di concentrarci su “app” di dubbia utilità, non si incentiva lo sviluppo di soluzioni che possano costituire il volano delle nostre potenzialità produttive? Che fine faranno la sartina o il maestro di taglio e cucito che fino ad oggi puntavano sulla loro capacità di modellare una camicia o un abito nel rispetto delle forme di chi si aspettava da loro un capo ad hoc?”.

E poi ci sono i problemi legati alla privacy. “Chi conosce la Rete e il contesto del commercio elettronico – scrive Rapetto – sa bene che non è certo la prima iniziativa di questo genere ad affacciarsi sul mercato. Senza dubbio Amazon parte avvantaggiata per candidare il suo ‘Made for You’: la disponibilità di archivi sterminati e zeppi di dati personali riesce a fare ‘su misura’ anche la semplice proposta che saprà ricalcare gusti e abitudini”.

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