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Verso la proroga dei benefici fiscali per le fusioni: i soldi, per le banche, si trovano sempre

Ci stanno raccontando da mesi e mesi che i tamponi non possono e non potranno mai essere gratuiti, al contrario dei vaccini, perché comporterebbero un esborso eccessivo per lo Stato italiano. E allora avanti con un Green pass che calpesta i diritti degli italiani, privandoli persino di quello al lavoro se non vincolato all’agognato certificato virtuale. Quando in realtà, a quanto pare, di risorse ce ne sarebbero eccome. Soltanto che i nostri governanti hanno scelto di spenderle in maniera diversa.

Verso la proroga dei benefici fiscali per le fusioni: i soldi, per le banche, si trovano sempre

Non può che balzare agli occhi, nei giorni segnati da forti proteste in tutta Italia, la proroga degli aiuti fiscali alle fusioni bancarie allo studio di Draghi e dei suoi ministri: al momento la scadenza è prevista per dicembre, si ragiona su un allungamento fino alla metà del 2022. Come al solito, dunque, i soldi si troveranno per le banche, non per i cittadini che chiedono di poter effettuare, semplicemente, dei test gratuiti che consentano loro di lavorare senza per questo dover sottostare all’obbligo di vaccinazione. Le priorità del governo però, come evidente, non sono certo le stesse degli italiani.

La proroga arriva in un momento di intensi negoziati tra il ministero dell’Economia e Unicredit: le prossime settimane ci diranno se il rinnovo è pensato per eventuali, altre fusioni o soltanto per allungare i tempi sul fronte Mps, per il quale la norma di fatto è nata. Da oltre 15 anni, tra una gestione sciagurata e l’altra, la banca contabilizza solo perdite. E così, come sottolineato da Repubblica, ecco arrivare un aiutino, sotto forma di 2,3 miliardi di capitale a favore di Unicredit qualora decidesse di acquistare la banca senese.

Il Tesoro, in tutto questo, non sembra avere alternative, se non cercare in ogni modo di rendere l’operazione più allettante possibile per Unicredit: ha promesso all’Ue di uscire da Mps entro la primavera del 2022 e altre strade per farlo non ci sono. Così, ecco pronta la proroga del bonus fusioni, per consentire all’affare di andare comunque in porto, con più calma. Mentre Bloomberg scrive che la cifra per la ricapitalizzazione preventiva potrebbe salire dai 3 miliardi di cui si era parlato finora addirittura a 5. Perché, come sempre, i soldi alla fine si trovano. Purché a chiederli non siano, però, i semplici cittadini.

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