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Toh, che sorpresa! L’agenzia di rating Moody’s riabilita l’Italia dopo il ritorno del Pd al governo

Un po’ di bastone, un po’ di carota. Con una decisa inversione di marcia, comunque, rispetto al recente passato, quando i giudizi nei confronti del Bel Paese erano stati assai meno lusinghieri. È bastato poco a far cambiare idea a Moody’s sul futuro del nostro Paese, il tempo di far tornare al governo il Pd, che proprio in queste ore si appresta a dar vita al governo giallorosso, e la prospettiva si è immediatamente ribaltata. Un caso? Sicuramente, guai a pensar male.

L’agenzia di rating, il cui giudizio ha più volte scatenato in passato allarmi subito ripresi dai media, ha conferma il rating Baa3 per l’Italia con outlook stabile. E se l’analisi continua a evidenziare come “la forza istituzionale dell’Italia sia più bassa rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell’Eurozona, con politici che spesso hanno avuto un atteggiamento volatile” è altrettanto vero che “il presidente della Repubblica ha un ruolo forte nel dare stabilità al sistema politico”.

E ancora: “La formazione di un governo di coalizione di centrosinistra dovrebbe far prevedere un periodo di stabilità politica in Italia, che è positivo nei confronti di uno scenario di debole crescita dell’economia domestica e incerte prospettive di crescita globale”. Il Conte 2 “dovrebbe anche consentire la presentazione tempestiva del bilancio 2020, il prossimo atto legislativo chiave e sarà meno euroscettico rispetto al precedente governo Lega/M5s e meno conflittuale nei confronti dell’Europa”.

Il passaggio dall’accoppiata Lega-Cinque Stelle a un più rassicurante Cinque Stelle-Pd, insomma, è bastato da solo a far ricredere Moody’s, ora convinto di colpo della bontà dell’esecutivo, che all’atto pratico non ha ancora fatto nulla se non presentare il proprio programma. Certo, la stessa agenzia ci tiene a sottolineare come la sua sia soltanto una nota di aggiornamento che non rappresenta in alcun modo un’azione sul rating. Ma è chiaro che il messaggio inviato è un invito ai mercati a salutare con ancor più vigore l’avvento giallorosso. Che, a quanto pare, fa felici tutti: banche, Europa, agenzie. Bastava così poco, in fondo…

Un messaggio che arriva, tra l’altro, proprio mentre Bruxelles chiarisce la cornice entro la quale opererà l’Italia. Con la von der Leyen che ha sì salutato con entusiasmo Gentiloni sottolineando però allo stesso tempo i binari, stretti, entro i quali si troverà a operare: stretti, soprattutto se si parla di rivedere il patto di stabilità e crescita. La coppia Gentiloni-Gualtieri, allora, servirà legare il governo agli impegni, in cambio di una promessa (vaga) di flessibilità. Poi sulla revisione delle regole, il processo è lungo. Si vedrà e nulla è scontato.

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