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Perché la Deutsche Bank dice che “Roma ha bisogno del Mes”? Ora è tutto chiaro

Partiamo da un presupposto: tutto quello che piace a Macron e alla Merkel rappresenta un pericolo per gli interessi italiani. E quindi ecco qua che sul tema Mes c’è da stare molto attenti. E suona dunque come un bel campanello d’allarme il “messaggio” spedito dalla Deutsche Bank all’Italia attraverso il capo economista dell’istituto tedesco, David Folkerts-Landau, che sulle pagine del Financial Times aveva sottolineato di cosa avesse bisogno l’italia per far fronte a uno scenario apocalittico. A ricostruire la vicenda, parlando di un vero e proprio “pizzino”, è Federico Giuliani su InsideOver, il quale ha riportato il messaggio di Folkerts-Landau: “L’imminente deterioramento della posizione fiscale dell’Italia – trainato dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, dal rallentamento della crescita e dalla prossima recessione – e la situazione politica stanno preparando il terreno a ulteriori turbolenze nei mercato”.

In altre parole, anche la Deutsche Bank stessa ha chiesto all’Italia di spingere per la riforma del Mes: “Dovrebbe essere coinvolto il Meccanismo europeo di stabilità, finanziando un riacquisto di parte del debito ad alto costo il cui interesse dovrebbe essere pagato quando l’economia italiana raggiungesse una maggiore produttività e una maggiore crescita”. Il Meccanismo europeo di stabilità, che fa tanto discutere in questi giorni convulsi, ha alle spalle -scrive Giuliani – un percorso lungo e tortuoso. Sono infatti anni che i tecnocrati di Bruxelles cercano di piazzare il colpaccio finale: l’unione bancaria europea. Per arrivare al traguardo sognato, i “capi” dell’Ue sanno che prima è necessario attraversare una serie di tappe intermedie, proponendo riforme, modifiche e trattati.

Adesso si è aggiunto un nuovo elemento mortale: la riforma del Mes, sulla cui proposta l’Eurogruppo ha raggiunto un broad agreement lo scorso 13 giugno. “L’Europa ha capito che non può continuare a proporre la ricetta dell’austerity, ma Bruxelles è consapevole anche che l’unico modo per far quadrare i conti è far accettare ai Paesi membri dell’Ue, soprattutto quelli dai debiti alti, miglioramenti duraturi nella crescita non saranno raggiunti senza le riforme strutturali”.

Il messaggio di Folkerts-Landau, sottolinea Giuliani, “può suonare come una specie di minaccia: dato che l’Italia è spacciata, o accetta la riforma del Mes o dovrà far fronte a una crisi dai risvolti incerti. Tra l’altro non stupisce che sia proprio la Deutsche Bank a fregarsi le mani di fronte alla prospettiva di una ipotetica modifica del Mes. Già, perché la Germania e la Francia, attraverso questo fondo, sperano di accollare i debiti dei loro istituti agli altri Paesi europei. Sia chiaro, in nome dell’Unione Europea”.

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