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Ing Bank e le truffe online: l’istituo pagherà 30 milioni per chiudere i conti con la giustizia

Certo che queste banche… Ne combinano di tutti i colori. Truffano anche, pensate un po’. Stavolta tocca a Ing Bank pagare 30 milioni di euro per chiudere la vicenda giudiziaria sulle truffe online commesse tra il 2014 e il 2019, aperta dalla procura di Milano lo scorso marzo. Come riporta Il Sole 24 Ore, la Procura aveva messo sotto inchiesta per riciclaggio la banca online del Conto Arancio. Pochi giorni prima , sempre lo scorso marzo, la Banca d’Italia aveva reso noto gli esiti di un’ispezione compiuta nella branch italiana dell’istituto olandese tra ottobre 2018 e lo scorso 18 gennaio.

Nell’articolo si legge che “al termine dei controlli, Bankitalia aveva deciso di vietare a Ing Italia di aprire nuovi conti online. Gli ispettori avevano infatti identificato delle falle nei sistemi antiriciclaggio della banca. Il blocco dell’operatività sui nuovi clienti è ancora attivo. I 30 milioni del patteggiamento sono stati già versati sul conto del Fondo unico di giustizia: 29 milioni rappresentano la confisca dei proventi del reato e un milione è l’entità della sanzione. Le operazioni sospette oggetto dell’inchiesta erano 355”.

Il Sole scrive anche: “Le indagini erano scaturite dall’arrivo in Procura di una serie di Ordini di indagine europei provenienti da numerosi paesi europei. I magistrati esteri segnalavano ai colleghi di Milano di aver aperto indagini su una serie di truffe online attuate ai danni di cittadini dei loro paesi. Le truffe avvenivano servendosi di conti online aperti presso la Ing Italia, soprattutto nella sede di via Arbe a Milano. Le richieste di assistenza giudiziaria arrivavano soprattutto da Germania e Austria, con importi piccoli che in qualche caso raggiungevano gli 800-1.000 euro”.

“I magistrati hanno scoperto una serie di falle nella banca, come la possibilità di ritirare fino a 20mila euro al giorno senza controlli. La politica della banca era quella di accettare il rischio che venissero commessi reati, come appropriazioni indebite. Le truffe avvenivano mettendo in vendita su piattaforme del tutto ignare – come Amazon o Airbnb – prodotti o servizi. I truffatori chiedevano però alle loro prede di non pagare l’acquisto servendosi dei sistemi di pagamento delle stesse piattaforme ma di accreditare gli importi su conti correnti online aperti presso la Ing in Italia. I conti correnti non venivano chiusi ma venivano svuotati dai truffatori”.

Conclude Il Sole 24 Ore: “Il profitto che la Ing Bank avrebbe ricavato grazie ai mancati controlli è stato quantificato in 7,11 milioni. La banca ha nel frattempo modificato il proprio modello organizzativo. La banca del Conto Arancio conta in Italia 1.330.000 clienti tra retail e wholesale, con circa 100mila nuovi correntisti ogni anno, 140mila transazioni al giorno, 8.800 conti correnti aperti ogni mese”.

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