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Pos obbligatorio: ecco quanto costa effettivamente tenerlo. Tutte le spese per commercianti e professionisti

Mentre nel governo si continua a discutere dei modi effettivi con cui contrastare l’evasione fiscale, fuori i commercianti iniziano a tremare. Le parole che si sentono di più nell’aria sono “sanzioni”, “lotta al contante” e “pos”. Chi ci andrebbe di mezzo? Ovvio, commercianti e artigiani più di tutti. Ma su questo fronte il Movimento 5 Stelle prova a tenere la barra del doppio binario: lotta all’evasione sì, ma al tempo stesso evitare che si introducano multe nei confronti degli esercenti che dicono No al Pos.

No al Pos a priori? No, il punto d’incontro è quello del compromesso: va bene, ma solo se vengono drasticamente abbassate le commissioni sui pagamenti. Il governo, quindi, ora dovrà lavorare per un abbassamento dei costi delle transazioni da concordare con l’Abi. Sì, ma quanto costa effettivamente tenere un pos? Andiamo a vedere i numeri.

È stato stimato che un POS costa all’esercente 2.000 euro in media all’anno (con punte di 5.400 euro) e che impatta per circa il 2% sul guadagno effettivo di un’attività, mentre i costi complessivi variano notevolmente se si considera che vanno da 460 a 9.180 euro. Per gli esercenti possedere il Pos ha dei costi elevati. Questo va detto. E va considerato anche che obbligare i commercianti e professionisti a utilizzare il Pos rischia di portare a un aumento dei prodotti venduti e delle prestazioni andando così a trasferire i costi sul cliente. Ma a quanto ammontano i costi delle commissioni in questione? La percentuale varia in base alla banca, al tipo di contratto stipulato, ma anche al tipo di Pos utilizzato.

Devono essere tenute presenti 4 voci di spesa per chi ha un pos: il costo di installazione del Pos a domicilio; il canone mensile di noleggio (tra i 15 ai 45 euro al mese in base al contratto, all’hardware e alla connessione internet); il costo fisso per transazione che le banche applicano all’esercente (e questo è il punto su cui si dovrà lavorare: al momento è in media di 10 centesimi e sui pagamenti inferiori a 10 euro può pesare fino all’1% sull’incasso) e infine il costo percentuale per transazione: dipende dal tipo di carta e dal circuito usati.

Si va dallo 0,5 al 2,5%, come certificano su firstonline. Detto questo, è abbastanza scontato sottolineare come questi costi siano a carico del commerciante o del professionista e non del cliente che paga con carte di credito, carte di debito o bancomat.

I clienti infatti non sono infatti soggetti ad alcuna commissione di possesso o di transazione. Le singole transazioni effettuate con l’utilizzo di pagamenti elettronici non hanno alcun costo al momento dell’effettuazione della transazione. La “fregatura” è tutta per chi è costretto per legge a tenere il Pos. Ma, come si diceva all’inizio, se i commercianti decidessere di ammortizzare questo costo rincarando i prezzi, ecco qua che la “fregatura” è di nuovo tutta del cliente.

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