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Vaiolo delle scimmie, sapevano già e i farmaci erano pronti. Cosa non torna nella nuova “pandemia a orologeria”

Pubblicato il 24/05/2022 09:49

L’esperienza del Covid, malgrado il Sistema, i media e il governo abbiano fatto di tutto per provare a scoraggiare ogni tentativo di ricerca della verità e delle incongruenze, ci ha insegnato molto. Soprattutto a fiutare il marcio e a mettere insieme le “strane coincidenze”. E così, mentre impazza il nuovo terrorismo mediatico sul vaiolo delle scimmie, ecco che alcune coincidenze sembrano lasciarci intuire un’altra verità, che poi è sempre la stessa. Sono tre le questioni principali che non tornano. Ma andiamo con ordine. La cosiddetta “epidemia del vaiolo delle scimmie” ha intanto riportato in auge i televirologi, spariti con lo scoppio della guerra, messi all’angolo e sostituiti da diplomatici, generali ed esperti di geopolitica, e già questo suona come un campanello d’allarme; in più ora salta fuori che proprio questo virus era stato oggetto di un’esercitazione sanitaria mondiale solo un anno fa; infine la data di approvazione del farmaco contro questo vaiolo rispetto al momento in cui è scoppiata la nuova, presunta emergenza. Mettiamo ora in fila i pezzi e facciamo attenzione. (Continua a leggere dopo la foto)

In Italia ha iniziato a fare chiarezza sull’argomento Scenari Economici, riprendendo un articolo del Saint Vincent Times che citava un resoconto del marzo 2021 dell’NTI, una no profit internazionale, che spiegava di aver collaborato con la Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera per condurre un’esercitazione teorica sulla riduzione delle minacce biologiche ad alta gravità. L’oggetto teorico dell’esercitazione era proprio la nascita e diffusione di una variante particolarmente aggressiva del vaiolo delle scimmie (Monkeypox). Curioso, no? Tutto questo è accaduto solo un anno fa. “A questa esercitazione, che doveva valutare la preparazione dei sistemi sanitari internazionali, hanno partecipato 19 leader ed esperti provenienti da Africa, Americhe, Asia ed Europa, con decenni di esperienza combinata nel campo della salute pubblica, dell’industria biotecnologica, della sicurezza internazionale e della filantropia”. (Continua a leggere dopo la foto)

Alla fine, lo scenario dell’esercitazione rivelava che “l’epidemia iniziale è stata causata da un attacco terroristico che avrebbe utilizzato un agente patogeno creato in un laboratorio con disposizioni inadeguate in materia di biosicurezza e di sicurezza biologica e con una debole supervisione. L’esercitazione valutava che, alla fine, ci sarebbero stai tre miliardi di casi e 270 milioni di morti. Le discussioni durante l’esercitazione hanno generato una serie di indicazioni e risultati chiave. In particolare, i partecipanti all’esercitazione hanno concordato sul fatto che, nonostante i miglioramenti apportati in seguito alla risposta globale alla COVID-19, il sistema internazionale di prevenzione, rilevamento, analisi, allarme e risposta alle pandemie sarebbe inadeguato”. (Continua a leggere dopo la foto)

Le indicazioni tratte dall’esercitazione prevedevano la necessità di migliore il sistema di rilevamento, miglioramento dei sistemi internazionali di valutazione, come quelli dell’IMS, della governance della ricerca biologica e nel suo sistema di finanziamento della ricerca. Veniamo ora all’altra questione, ripescata dal Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica. Si legge: “In data 28 febbraio 2022 (quindi quando nessuno era ancora minimamente a conoscenza del vaiolo delle scimmie, ndr) l’Unione Europea, con due mesi di anticipo rispetto ai casi di Monkeypox che si sono verificati in Europa e negli Usa da inizio maggio, aveva rilasciato l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco denominato Tecovirimat SIGA per il trattamento del vaiolo, vaiolo della scimmia e vaiolo bovino. Autorizzazione recepita in marzo da AIFA con Determina AIFA n. 43_2022 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 Anno 163 del aprile 2022″. Non è strana questa coincidenza? (Continua a leggere dopo il video)

L’invito è a consultare le fonti che abbiamo linkato, Gazzetta Ufficiale e Determina Aifa, per comprovare che non si tratta di fake news, ma di documenti ufficiali. Mettendo in fila i pezzi, quindi, capiamo che un anno fa viene fatto un esperimento sul vaiolo delle scimmie; molto tempo prima viene autorizzato un farmaco per un problema che in realtà ancora non esiste; poi il problema effettivamente e “magicamente” si presenta; parte il solito terrorismo mediatico con annessa pubblicità di quel farmaco e di quel vaccino; rispuntano in tv e sulla stampa i televirologi che bombardano con allarmismi vari relativi alla nuova presunta emergenza. Tutto chiaro? Se 2 + 2 fa 4…

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