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“Ecco la verità su Omicron”. Anche il direttore dello Spallanzani pensiona il Covid

Pubblicato il 07/01/2022 11:32 - Aggiornato il 07/12/2022 18:20

Come al solito, cose che noi diciamo da mesi, arrivano ad avere conferme molto tempo dopo. Quando tv e giornali di sistema – e televirologi in ogni dove – procedevano a tamburo battente su terza dose, immunizzazione grazie al vaccino, lockdown, chiusure, obblighi, etc, noi dicevamo il contrario sostenendo l’inutilità e la falsità di tali affermazioni. Puntualmente, le verità sono poi venute tutte a galla, e sta accadendo anche ora con la variante Omicron. Ora a sostenere che la natura di questa variante non giustifica affatto le misure introdotte dal governo perché siamo di fronte a un palese indebolimento del virus sono fior fiore di esperti. Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, sottolinea: “L’aumento dei contagi covid dell’ultima settimana si accompagna ad un significativo cambiamento delle caratteristiche della malattia, con un incremento della quota di persone con sintomi lievi o assenti che ormai ha raggiunto il 75%”. (Continua a leggere dopo la foto)

È quanto si legge in un post sull’account Facebook di Vaia, ripreso da Adnkronos: “È una conferma della ridotta aggressività della variante Omicron, che avevamo già segnalato in seguito ai primi contatti con i colleghi sudafricani ed ai rapporti provenienti da paesi europei”. Insomma, gli esperti lo avevano segnalato fin da subito, anche grazie all’evidenza scientifica e ai dati, ma il governo se n’è fregato e ha utilizzato la scusa della Omicron per procedere con la proroga dello stato d’emergenza e introdurre altre restrizioni. E continua a fregarsene dei dati. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega ancora Vaia: “Aumentano le armi a nostra disposizione. Il Covid 19 assume sempre di più le caratteristiche di una malattia stagionale. C’è necessità di semplificazione di accessi e procedure. Dobbiamo investire sempre più nelle cure domiciliari”, si legge all’inizio del post. La ridotta aggressività di Omicron, prosegue il post a firma del Comitato tecnico scientifico Covid19 Spallanzani, “è anche una ulteriore prova di come la campagna vaccinale, rafforzata dai progressi nella somministrazione della terza dose, contribuisca a rendere Covid una malattia meno pericolosa”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Da una sorveglianza effettuata presso tutti i nuovi pazienti ricoverati nei reparti o assistiti presso l’ambulatorio ospedaliero Monoclonali dello Spallanzani negli ultimi 10 giorni, la prevalenza di Omicron è risultata pari al 14% nei ricoverati e al 60% in quelli non ospedalizzati dell’Ambulatorio monoclonali – si sottolinea – Questo dato appare un’ulteriore conferma del fatto che Omicron, come già visto in Sud Africa e Gran Bretagna, sembra associato a manifestazioni di malattia più lievi”.

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