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Vaccini, i (continui) ritardi italiani mentre Londra torna già a vivere

Proclami, annunci, calendari. Mentre il governo Draghi continua con le promesse di un rapido ritorno alla normalità, la campagna di vaccinazione procede ancora tra un imprevisto e l’altro, con le tabelle di marcia ormai completamente saltate e i numeri ben al di sotto delle previsioni. Guardare per credere ai dati forniti sulle somministrazioni ricevute dalle persone con oltre 80 anni, considerate le più a rischio in assoluto eppure ancora ben lontante dalla protezione dal Covid-19. Con sole cinque Regioni ad aver completato il ciclo completo per oltre la metà degli anziani, e le altre invece ancora in alto mare.

Vaccini, i (continui) ritardi italiani mentre Londra torna già a vivere

La Regione d’Italia che ha inoculato il maggior numero di anziani in percentuale è la Basilicata (85,5% tra prima e seconda dose), con la lista dei più virtuosi pubblicata dal Corriere della Sera che include anche Bolzano e Trento (con una percentuale che oscilla tra il 60 e il 65% della popolazione), il Molise (53,6%), il Lazio (52,3%) e l’Emilia-Romagna (50,7%). La situazione, però, mediamente è ancora di forte ritardo, con le aperture che rischiano così di slittare ancora.

Agli ultimi posti della gradutatoria per vaccini somministrati agli over 80, ecco infatti la Toscana (28%), la Sardegna (29,8%), la Valle d’Aosta (35,7%). In ritardo anche la Sicilia che tra prima e seconda dose è appena al 52% del totale. Tra i 70 e i 79 anni invece le cose vanno meglio: la regione guidata da Nello Musumeci ha coperto a ciclo completo il 5,4%, un dato comunque marginale seppur in testa al borsino per questa categoria.

Le prossime settimane rischiano in questo senso di essere ancora più complicate: i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson, già nella bufera da tempo, rischiano infatti di andare incontro al definitivo stop, con conseguente ritiro dal mercato. Farmaci sui quali l’Ue ha puntato forte, firmando contratti onerosissimi con le multinazionali del farmaco. Con il rischio ora di accumulare ulteriore ritardo, proprio mentre il Regno Unito, al riparo dagli errori di Bruxelles, inizia invece il ritorno alla normalità.

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