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Vaccini “gratis”? No, pagati con le tasse degli italiani. Anche quelli non vaccinati

Tra le bugie che ci stanno raccontando nei giorni che hanno visto l’entrata in vigore del Green pass “all’italiana”, unico nel panorama europeo e diventato ormai necessario persino per esercitare il diritto al lavoro, ce n’è una particolarmente grande eppure ricorrente. La ripete da giorni, per esempio, il segretario del Pd Enrico Letta, fermamente contrario ai tamponi gratuiti per i non vaccinati: “Sarebbe come un condono per gli evasori fiscali”. Un’affermazione assurda, piazzata ad arte per accendere gli animi in un momento di già forte tensione. E che poggia su basi inesistenti.

Vaccini "gratis"? No, pagati con le tasse degli italiani. Anche quelli non vaccinati

Letta ci racconta, mentendo, che i vaccini sono gratis, mentre i tamponi no. Chi vuole il Green pass senza dover spendere soldi ha quindi, secondo il segretario dem, nel vaccino l’unica soluzione, altrimenti è bene mettere mano al portafogli e pagarsi eventuali test di tasca propria. Qualsiasi studente di economia con un minimo di nozioni in materia (ma basterebbe anche un cittadino qualunque dotato di sano razionicio) potrebbe però spiegare al leader del Pd come lo Stato non disponga di risorse proprie, ma solo di quelle che ottiene grazie ai prelievi su famigli e imprese. E le tasse le pagano tutti, vaccinati e non.

I vaccini, dunque, non sono “gratis” come certa stampa vorrebbe farci intendere. Ma pagati dagli italiani. E profumatamente, considerando che i soldi destinati ai farmaci anti-Covid hanno già superato quota 1,8 miliardi di euro. Pagati, come detto, attraverso la fiscalità generale. Un esborso al quale, volenti o nolenti, hanno contribuito anche i non vaccinati. Gli stessi che però vengono poi trattati dal governo e dai virologi-santoni come appestati o terroristi. E che non possono godere di alternative altrettanto gratuite alla somministrazione.

Lo Stato insomma paga, con i soldi degli italiani, sia i tamponi che i vaccini. Ma Draghi ha deciso che i secondi devono essere gratis, i primi no. Impedendo così una vera e propria scelta e rendendo l’inoculazione, di fatto, obbligatoria, in barba alla Costituzione. Nel frattempo, continua a raccontarci bugie, bollando i “no vax”, etichetta ormai appiccicata a chiunque metta in discussione le scelte dell’esecutivo, come parassiti. Qualcuno per fortuna, come dimostrato dalle recenti manifestazioni, si è però stufato di questa continua presa in giro. E ha deciso di alzare la testa.

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