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In 10 si dividono 200milioni di stipendi e siamo noi a pagarli. Ecco chi sono i “boiardi” d’oro

Un lavoratore medio italiano è praticamente alla fame. Si parla di “nuova povertà”, ossia di quella povertà che attacca anche chi un lavoro ce l’ha, perché il costo della vita cresce sempre più ma gli stipendi restano comunque da fame. I supermanager italiani, però, non rientrano in questa categoria di lavoratori. Se quello dei loro dipendenti non vede un aumento, i loro stipendi invece brillano. John Elkann, ad esempio, risulta essere il manager più pagato tra le società italiane quotate in Borsa nel 2021. Tra stipendio, bonus e premi in azioni ha guadagnato la bellezza di 35,2 milioni di euro al lordo delle tasse, più o meno lo stipendio di circa 1.200 lavoratori, se prendiamo come riferimento la busta paga media dei dipendenti italiani, secondo i dati di Ocse o Eurostat. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega Il Fatto Quotidiano in un’inchiesta di Giulio Da Silva che individua i supermanager paperoni, “i guadagni ottenuti l’anno scorso dal 46enne nipote di Gianni Agnelli si devono soprattutto alle stock option di Exor Nv, la cassaforte con sede in Olanda attraverso cui i discendenti delle famiglie torinesi Agnelli e Nasi sono azionisti di riferimento di Stellantis (l’ex Fca fusasi con Peugeot) e controllano Cnh, Ferrari, Juventus. Elkann, presidente e ad di Exor, ha esercitato le opzioni che gli davano diritto a comprare 450.000 azioni della società in base al piano approvato nel 2012. Piccolo particolare: il prezzo per l’acquisto era bloccato a 16,59 euro per azione, mentre il valore in Borsa ha raggiunto i 79 euro a fine 2021. La differenza ha regalato a Elkann una plusvalenza di 28 milioni. A questo tesoro si aggiungono lo stipendio di Elkann in Exor (1,75 milioni), quello come presidente di Stellantis (860.226 euro), i premi in azioni gratuite dell’ex Fca maturate l’anno scorso (5,07 milioni) e, ciliegina sulla torta, i compensi come presidente della Ferrari e consigliere di Partner Re, 379.025 euro”. E gli altri? (Continua a leggere dopo la foto)

Nel 2021, invece, in seconda posizione “ci sono gli eredi di Sergio Marchionne, l’ad dell’ex Fca morto il 25 luglio 2018. Il gruppo automobilistico ha continuato a versare le somme previste dal contratto: 26 milioni sono stati pagati da Stellantis agli eredi. L’ultimo sul podio è Robert Kunze-Concewitz, ad di Campari: il supermanager austriaco ha guadagnato 22,18 milioni, in larga parte grazie alle stock option (19,28 milioni). Questi nomi guidano la classifica dei guadagni dei manager elaborata in base ai dati pubblicati dalle società italiane quotate, incluse quelle che hanno trasferito la sede legale all’estero ma hanno base in Italia. Le cifre sono al lordo di tasse e contributi, che dimezzano il netto. La graduatoria tiene conto di tutti i compensi monetari, più le eventuali plusvalenze derivanti dall’esercizio di stock option o il controvalore di azioni gratuite nel momento in cui matura il diritto a riceverei titoli”. (Continua a leggere dopo la foto)

Tirando le somme, “nel 2021 i primi dieci più pagati hanno guadagnato 195,16 milioni, quasi il doppio rispetto ai 101 milioni dei primi dieci del 2020. I top manager hanno superato la crisi di slancio, lavoratori dipendenti, precari, partite Iva e disoccupati decisamente no. Se torniamo alla classifica, scopriamo che il quarto per guadagni è il finanziere romano Carlo Tamburi – azionista, presidente e ad della Tip. E ancora: trai primi dieci nomi ce ne sono cinque delle società del gruppo Exor o partecipate. Va forte anche il lusso. Remo Raffini, presidente e ad di Moncler, ha messo assieme 14,35 milioni. […] Tra i banchieri è in testa Andrea Orcel, ad di Unicredit, 8,38 milioni, seguito da Carlo Messina di Intesa, 6,12 milioni”. Infine, si sottolinea che anche il supermanager “amministratore delegato dell’Eni si gode il momento favorevole. È l’uomo chiave per il governo per trovare nuove forniture di gas in alternativa alla Russia. Descalzi è il manager più pagato tra le società pubbliche nel 2021, con 7,76 milioni di euro al lordo delle tasse, secondo i dati pubblicati dall’Eni”.

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