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Superbonus, è l’ultimo giorno: “È caos totale”. Rivolta di costruttori e cittadini: cosa cambia da domani

Pubblicato il 25/11/2022 09:44

Scadono oggi, 25 novembre, i termini per la presentazione della Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata) per poter usufruire della detrazione piena, al 110 per cento, del Superbonus. Ultimo giorno, dunque, di una misura controversa, che da una parte ha fatto bene e dall’altra ha creato più di un problema. Chiedere agli imprenditori che si sono ritrovati senza ottenere i rimborsi o ai cittadini che si si sono ritrovati senza lavori fatti. Il decreto Aiuti quater ha infatti ridotto l’incentivo al 90 per cento dal gennaio 2023 e dunque chi non rispetterà questo appuntamento si vedrà tagliare il beneficio fiscale. Come spiegano Luca Cifoni Michele Di Branco sul Messaggero, “in caso di interventi condominiali, oltre alla Cila, serve anche la delibera assembleare che abbia approvato l’esecuzione dei lavori, prima del 25 novembre. Per le abitazioni unifamiliari, invece, chi al 30 settembre ha completato almeno il 30% dei lavori potrà pagare i lavori usufruendo del 110 per cento fino al 31 marzo (anziché il 31 dicembre). Per il resto le villette, cui viene riaperta la porta all’agevolazione (da gennaio 2023 sarebbero state escluse dal bonus), nel 2023 potranno avere il bonus al 90% ma a condizione che il contribuente sia proprietario o titolare di diritto reale di godimento, che l’immobile sia l’abitazione principale e che abbia un reddito (calcolato col quoziente familiare) non superiore a 15 mila euro”. (Continua a leggere dopo la foto)

Tutto chiaro? Sì, però in questo Superbonus ci sono tante altre zone d’ombra. Spiega sempre il Messaggero: “In queste ore, all’interno della maggioranza, cresce il pressing per una proroga della scadenza per la presentazione della documentazione. L’imposizione di tempi troppo stretti rischia infatti di provocare un aumento esponenziale dei contenziosi. Inoltre, potrebbero esserci molte situazioni in cui gli amministratori di condominio dovranno tornare in assemblea e prendere decisioni drastiche come quelle di passare dalla detrazione del 110% al 90% oppure interrompere i lavori e pagare le penali. Molte categorie professionali hanno fatto osservare che possono moltiplicarsi i rischi di imprecisioni e imperizie”. Come minimo. (Continua a leggere dopo la foto)

Attacca l’avvocato Vincenzo Nasini, presidente del coordinamento registri amministratori condominiali (Coram) di Confedilizia: “Ci sono condomini nei quali sono state già avviate le attività propedeutiche per aderire al Superbonus, i condòmini hanno provveduto a versare le quote per pagare i professionisti che svolgono lo studio di fattibilità degli interventi ed ora non sanno più cosa fare, perché non tutti saranno in grado di sostenere, nel 2023, le spese che graveranno a loro carico”. Altri condomini erano in attesa di alcuni permessi burocratici per presentare la Cila. Cosa succederà ora? “La tagliola del 25 novembre non consentirà più di ottenere l’agevolazione per intero, proprietari ed amministratori sono furenti in quanto la politica scarica sul mondo dei condomini le sue indecisioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

La situazione è allarmante e complicata, vi è l’interazione fra soggetti diversi e il continuo intervento normativo ha generato incertezze di ogni tipo. Una eventuale correzione, se avverrà in Parlamento, potrà essere ufficializzata solo con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decreto Aiuti quater, tra qualche settimana: dunque a scadenza abbondantemente passata. Un bel pasticcio che rischia di far finire il Superbonus in tragedia. Il governo Meloni ha deciso di passare dal 110% al 90% a partire dal 2023 per ottenere un risparmio nei prossimi anni di circa 4,5 miliardi di euro.

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