in

Sgarbo del governo al Garante per la privacy sul Super Green pass. Un altro diritto calpestato

Pur di approvare l’incostituzionale Super Green pass il governo non si cura neanche dei diritti minimi delle persone, come quello alla privacy. Il Super green pass, infatti, altererà il delicato equilibrio raggiunto, proprio in materia di privacy, con l’attuale versione del certificato verde. Come spiega Alessandro Rico su La Verità, “con l’introduzione del modello 2G praticamente per ogni attività sociale, al di fuori del lavoro, cadrà ogni velo di riservatezza sui dati sanitari ultrasensibili”. Il Garante non si è ancora pronunciato in modo ufficiale, ma fonti interne rivelano un certo disappunto. (Continua a leggere dopo la foto)

In base alla nuove norma imposta dal governo del banchiere e del generale, chi frequenterà bar e ristoranti, per il semplice fatto di averci messo piede, dovrà attestare al titolare dell’attività o a un cameriere di essere vaccinato. “Anche in fabbriche e uffici verrà meno l’ultima foglia di fico: al netto delle modifiche tecniche all’app dei codici a barre, che vanno ancora definite, la prevedibile differenziazione dei Qr code per chi è guarito o vaccinato e per chi ha ottenuto un tampone negativo consentirà, ai datori di lavoro, di accertare lo status dei dipendenti. Insomma, l’ennesima, isterica stretta archivia i paletti che il Garante aveva fissato la scorsa estate, facendo in modo che, dal solo codice a barre, non si potesse risalire alla situazione particolare del possessore della tessera”.

L’esecutivo è dunque andato dritto per la sua strada senza consultasse l’Authority, dalla quale, non a caso, come rivela ancora La Verità, “sono filtrati disappunto e insofferenza per quello che appare come un sostanziale esautoramento. Fonti interne al Garante, pur evitando di rilasciare una dichiarazione ufficiale, hanno fatto trasparire una certa perplessità per il trattamento subito. Lo ‘sgarbo’ del governo, d’altronde, è una logica conseguenza del blitz attuato, il mese scorso, con il decreto Capienze”.

Il dl ha infatti abrogato l’articolo 2 quinquiesdecies del Codice privacy (il dlsg 196/2003), con il quale era stato istituito “l’obbligo di consultare in via preventiva il Garante, in caso di trattamenti di dati ad alto rischio”. Un altro colpo di mano, dunque, da parte di Draghi e del suo governo. Appare evidente che in materia di privacy e Super Green pass arriverà presto un parere (ci auguriamo negativo) del Garante.

Ti potrebbe interessare anche: Super Green Pass, ok all’unanimità dal Cdm: ecco cosa cambierà dal 6 dicembre

Scontro Giorgetti-Gelmini, poi la Lega cede: così si è arrivati al Super Green pass

Non basta il Super Green pass: scatta la gara per imporre le mascherine anche all’aperto