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Stellantis, spunta la sorpresina: il governo francese ha uno 0,3% in più

Pubblicato il 28/01/2021 11:13 - Aggiornato il 28/01/2021 11:14

Nel silenzio generale, senza che nessuno lo abbia sottolineato, lo Stato francese si ritrova improvvisamente con uno 0,3% in più di Stellantis, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat-Chrysler e Psa e del quale eravamo stati tutti convinti, fin qui, che Parigi possedesse una quota del 6,2%. E invece, stando ai documenti ufficiali rivelati da MF- Milano Finanza, ecco saltar fuori la sopresa: la partecipazione del governo transalpino, in realtà, è superiore e si attesta al 6,5%.

Stellantis, spunta la sorpresina: il governo francese ha uno 0,3% in più

Il 6,2% è in mano a Bpifrance, veicolo di investimento pubblico controllato con il 49,3% ciascuno dalla Caisse des De’p ts et Consignations (Cdc) e dall’ente governativo Epic, che ha nominato nel board di Stellantis il proprio direttore Nicolas Dufourcq. Un altro 0,3% del capitale, del quale finora non si era saputon niente, è però in mano alla Cdp francese. Si tratta di oltre 9 milioni di azioni ordinarie di Stellantis che Cdc ha ottenuto attraverso la partecipazione indiretta in Psa, detenuta tramite le controllate Cnp Assurances e La Banque Postale. I vari possessori delle quote si sono impegnati a condividere l’esercizio del voto accordato agli oltre 202 milioni di titoli Stellantis.

Stellantis, spunta la sorpresina: il governo francese ha uno 0,3% in più

Un totale al quale vanno poi aggiunte altre 6.558 azioni ordinarie di Stellantis comprate direttamente da Cdc, come rivelato da Affari Italiani, “per non meglio specificati scopi di investimento” e in relazione alle quali “l’ente si riserva il diritto esclusivo di voto”. Con il 6,5% di Parigi e l’8,5% potenziale dei Peugeot (per ora fermi al 7,2%) la partecipazione dei soci francesi in Stellantis si attesta al 15%.

Stellantis, spunta la sorpresina: il governo francese ha uno 0,3% in più

Il primo azionista del gruppo è Exor, della famiglia Agnelli-Elkann, con il 14,4%. In base agli accordi di fusione, Bpifrance ha facoltà di ridurre del 2,5% la propria quota, ma il parziale disimpegno di Parigi da Stellantis non sembra proprio una priorità per il governo francese, che anzi si muove esattamente in direzione opposta. Viene da chiedersi: in casa Elkann si sono accorti di questo o forse sono tutti troppo impegnati a gestire il caos-mascherine?

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