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Ecco perché sarà lo spread ad eleggere il Presidente della Repubblica

Che l’Italia abbia perso ogni tipo di sovranità è ormai chiaro da tempo. Adesso, però, lo diventa ancor di più, mentre si palesa la concreta opportunità che a scegliere il nostro prossimo presidente della Repubblica, la più alta carica dello Stato, saranno lo spread e l’Ue. Infatti, sta serpeggiando una minaccia neppure tanto velata nei confronti del nostro Paese: senza Draghi saranno a serio rischio i fondi del Pnrr. Di conseguenza, tutto gira attorno all’attuale premier. Questo è il Sistema, baby. Non è un caso, infatti, che in queste ore lo spread sia in netto rialzo e le banche internazionali, a partire da JP Morgan, l’istituto più grande al mondo, si stanno interrogando per capire cosa potrebbe succedere al Pnrr italiano (di 209 miliardi) una volta che Mario Draghi non sarà più a Palazzo Chigi. (Continua a leggere dopo la foto)

Come si legge su Dagospia, il ragionamento è questo: “Se Draghi trasloca al Quirinale e al suo posto va un Daniele Franco, che fa tutto quello che dice Mariopio, i poteri sono diversi. Davanti allo sbando politico italiano, i mercati stanno mostrando a colpi di spread la nostra debolezza mentre a Bruxelles si paventa anche di chiudere il rubinetto del Pnrr nel caso che Draghi lasci il timone del governo. Ecco perché quando Draghi ha affermato nella famosa conferenza stampa di fine anno: ‘Abbiamo conseguito tre grandi risultati. Abbiamo reso l’Italia uno dei paesi più vaccinati del mondo, abbiamo consegnato in tempo il Pnrr e raggiunto i 51 obiettivi. Abbiamo creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui. Il governo ha creato queste condizioni indipendentemente da chi ci sarà’; è stata una dichiarazione che dire azzardata è poco”. (Continua a leggere dopo la foto)

E Draghi se n’è reso conto – o glielo hanno fatto “sommessamente” notare – e ha iniziato a rimettere i remi in barca. “Non si sa come va a finire con la pandemia, non abbiamo una economia solida, con i partiti che hanno già cominciato a dire che il premier se lo scelgono loro. A questo punto, Draghi, se Mattarella restasse al Quirinale, potrebbe ritrovare l’entusiasmo per portare la barca Italia fuori da una eventuale tempesta”. (Continua a leggere dopo la foto)

Intanto la chiusura di giornata die ieri ha certificato un netto rialzo per lo spread tra BTp e Bund, in linea con l’apertura di oggi. Stando al Sole 24 Ore, “tra gli ultimi scambi il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (IT0005436693) e il pari scadenza tedesco è indicato a 141 punti base (era 142 in apertura) dai 133 punti del finale di giovedì 23 dicembre con un rendimento del decennale italiano che balza all’1,13% dall’1,05 per cento della scorsa settimana. Le tensioni sui mercati per il dilagare della variante Omicron si sono fatte sentire anche sul reddito fisso europeo”.

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