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“Spiati in bagno e in camera da letto”. L’inquilino nota qualcosa di strano, chiama i carabinieri e…

Pubblicato il 04/12/2023 13:38 - Aggiornato il 04/12/2023 15:04

Essere spiati all’interno della propria abitazione è un incubo che nessuno vorrebbe mai trovarsi a dover vivere. Esattamente quello che è successo, invece, a una famiglia italiana: la moglie, impegnata nelle pulizie domestiche, ha notato una lucina rossa che lampeggiava sul soffitto, nascosta dietro l’aspiratore dell’aria, e incuriosita si è arrampicata con l’aiuto di una scala. Non capendo cosa stesse succedendo, lei e il marito hanno chiamato poi un tecnico, che ha rivelato loro la presenza di una telecamera nascosta, anzi due. La seconda, infatti, era nel faretto di emergenza della camera da letto. Come spiegato da Libero Quotidiano, tutto è avvenuto a Pezze di Greco, frazione di Fasano, una cittadini di 40mila abitanti in provincia di Brindisi. (Continua a leggere dopo la foto)
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spiati in bagno e in camera

La coppia, due giovani sposi con una bimba di 4 anni, ha infatti scoperto di essere stata controllata e spiata per mesi, in totale violazione della privacy. Una vicenda divenuta ancora più angosciante quando i carabinieri (intervenuti a seguito dell’immediata denuncia), hanno scoperto che le telecamere erano collegate a dei fili (per essere alimentate dalla corrente) che finivano in un piccolo ufficio adiacente, usato come “regia”, nel quale confluivano le immagine rubate 24 ore su 24. (Continua a leggere dopo la foto)

spiati in bagno e in camera

“Spiati in bagno e in camera da letto”. L’incubo di ogni famiglia

L’indagine, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi Giovanni Marino, ha così portato al sequestro di tutto il materiale e all’iscrizione nel registro degli indagati di un 50enne del posto, con le ipotesi di reato di detenzione di materiale pedo-pornografico e interferenze illecite nella vita privata. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto l’uomo con il materiale registrato. (Continua a leggere dopo la foto)

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Il timore, ovviamente, è che possa aver diffuso soprattutto le immagini della bambina. Per questo è stato nominato un tecnico dal pm, che dovrà creare una copia di tutti i supporti informatici sequestrati e cercare di ricostruire l’accaduto. Un caso non isolato: nei giorni scorsi aveva fatto discutere la notizia di una studentessa universitaria spiata a Quattromiglia di Rende, in provincia di Cosenza: il fidanzato si era accorto causalmente di una telecamera nascosta nel suo appartamento dal proprietario.

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