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Spese ‘strane’ in pieno lockdown. Le verifiche sulle rendicontazioni dei grillini

Come è possibile che durante i mesi di marzo e aprile, mesi in cui le attività sono state categoricamente sospese, risulti la rendicontazione di spese per l’organizzazione e la partecipazione a eventi?

Semplice, perchè quel movimento chiamato 5 Stelle, che tanto si era battuto per la trasparenza e si era promosso come rivoluzionario al sistema, grazie anche al taglio volontario degli stipendi dei suoi portavoce, non è più quel movimento.

Spulciando il sito tirendiconto.it, il portale delle restituzioni grilline, afferma il Giornale che si può notare come quasi tutti i parlamentari durante il periodo di lockdown abbiano caricato scontrini di spese effettuate per partecipazione a convegni e manifestazioni oppure ‘missioni non ufficiali’: vitto, alloggio, trasferimenti; ma anche per l’orgnizzazione con materiali infromativi, gadget, affitto location e servizi.

Il fenomeno risulta talmente diffuso che, riferisce il Messaggero, stanno per avviare dallo stato maggiore del M5S le verifiche individuali sul motivo di queste spese.

Stando a quanto riferito da Il Giornale “c’è chi ha pubblicato cifre risibili, come 93 euro o 274 euro e chi ha superato ampiamente i mille euro. Come ad esempio i 2mila euro di aprile della deputata Elisa Tripodi o i 2mila e 743 euro della sua collega Maria Luisa Faro. Si distingue anche Nicola Grimaldi con i suoi 4mila e 815 euro. Fa poco meglio Alessandro Melicchio, con 3mila e 11 euro. Ad entrare nel cerchio, anche la ministra grillina della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina che ha speso 3mila e 695 euro. Cifra rilevante per la senatrice Silvana Giannuzzi, che ha rendicontato 4mila e 738 ad aprile in missioni non ufficiali, con vitto, alloggio, trasporti e altro. Tra gli esponenti di governo da segnalare il sottosegretario all’Economia Laura Castelli (1.608 euro a marzo in missioni non ufficiali”.

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