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Speranza lo ha detto davvero: Berlinguer lo gela. Tutti senza parole: cosa è successo

È ammirabile, davvero, la convinzione con cui il ministro Speranza difende il suo operato e utilizza “supercazzole” per mascherare errori e disastri inenarrabili. Lo ha fatto anche ieri sera, in diretta a “Cartabianca” su Rai 3. E persino la conduttrice Bianca Berlinguer è stata costretta a storcere il naso più volte, a correggere il ministro e a puntualizzare qualche suo delirio. La risposta impalpabile su AstraZeneca è uno dei tanti esempi: “Visto che si sapeva che AstraZeneca non andava somministrato a chi aveva meno di 60 anni perché il CTS e il suo Ministero non avete dato un’indicazione chiara anziché una semplice raccomandazione?”, chiede la conduttrice. E qui il Ministro inizia la sua arrampicata. (Continua a leggere dopo la foto)

“La raccomandazione c’è stata – dice Speranza – ed era di natura preferenziale perché la circolazione del virus era molto alta, ora che i contagi si sono abbassati ed è cambiato il rapporto costo/benefici abbiamo detto che non si deve somministrare. Draghi ha creato confusione dicendo che faceva la vaccinazione eterologa? I colleghi degli altri Paesi mi hanno detto che anche da loro il mix ha dato vita a una fase di discussione complicata. Noi abbiamo dato un’indicazione forte a fare il richiamo con un altro vaccino sotto i 60 anni, se però ci sono persone che per loro coscienza vogliono continuare con AstraZeneca allora hanno questa possibilità però sono poche le persone che vogliono questa soluzione”. Bah. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma Bianca Berlinguer – e tutto il pubblico – vuole ancora spiegazioni sulle tante indicazioni contraddittorie su AstraZeneca: “Le indicazioni vengono dalle autorità scientifiche, la situazione è cambiata con il passare delle settimane, nei giovani ha causato eventi trombotici che non potevamo sottovalutare e cambiando il rapporto costi/benefici gli scienziati hanno raccomandato di non somministrarlo sotto i 50 anni”. Poi un’altra frase assurda: “Io giro gli hub tutti i giorni e le dico che sono luoghi di festa, dove le persone sono contente”. (Continua a leggere dopo la foto)

Speranza arriva quindi a definire, addirittura e in maniera quantomeno inopportuna, gli hub vaccinali “un luogo di festa dove la gente è contenta e c’è entusiasmo”. Il Ministro conclude l’intervista dicendosi fiducioso sul ritorno a scuola in presenza a settembre: “Dovremo monitorare le varianti che forniscono un elemento di preoccupazione, sono un’incognita perché le conosciamo sul campo, la Delta non c’era fino a un mese fa, ma al netto delle varianti che vanno sequenziale e monitorate, penso che torneremo in presenza”, mentre resta abbottonato sulla proroga dello stato di emergenza…

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