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Scuola, il dramma dei banchi: tra attese, prezzi alti e non solo

C’è una telefonata che qualcuno sta aspettando con trepidazione in questi giorni. Quella dei presidi delle scuole italiane che attendono l’annuncio, da parte della struttura di Domenico Arcuri, dell’arrivo tanto atteso dei banchi. 

Le scuole sono iniziate, ma i banchi ancora non ci sono. “Su 2,4 milioni di ordinazioni, 200mila sono stati consegnati”, riferisce il Corriere della Sera. In molte scuole hanno già tolto quelli vecchi a due posti, in altre li usano ancora, ma in aula può stare solo la metà degli studenti e gli altri seguono da casa. 

Entro la fine del mese dovrebbero essere consegnati in tutte le elementari del Nord Italia. Nel Lazio e nelle scuole del Sud, dovranno aspettare anche fino alle prime settimane di ottobre. A seguire si procederà con le forniture per medie e superiori. 

Stando ai termini previsti dal bando, tutti i banchi dovrebbero esser nelle aule entro il 31 di ottobre, ma perchè scattino le penali per il ritardo dei produttori “potrebbe passare ancor una dozzina di giorni”, spiega Emilio Salvatorelli, della Vastarredo, una delle ditte che ha vinto un lotto da 500mila banchi e 300mila sedie. 

Gli studenti senza banchi, con i quaderni sulle sedie, i presidi in attesa agonizzante, gli insegnanti in alto mare, che devono riuscire a gestire la situazione e i produttori sommersi dalle incertezze: “ci cambiano spesso il luogo in cui dobbiamo consegnare”, infatti negli ultimi giorni, “invece di mandare una forntura di banchi nel Lazio, abbiamo dovuta spedirla in Piemonte per coprire il ritardo di un’altra azienda”. 

Il governo ‘del mistero’, non si è smentito nemmeno con l’istruzione, “non sono stati ancora resi publici i contratti firmati con le 11 aziende vincitrici del bando di gara per la produzione/fornitura degli arredi scolastici. Stando a quanto dichiarato da Salvatorelli, le cifre da aspettarsi sono alte. A incidere molto è soprattutto la consegna, “portare tutti questi banchi rapidamente in posti diversi fa sì che il prezzo arrivi anche a raddoppiare”. 

Tra le tante altre cose che non sono state prese in considerazione vi è il dubbio di dove i banchi sostituti andranno a finire. “I presidi temono,  una volta ricevuti quelli nuovi, di non sapere dove mettere quelli vecchi”. 

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