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“Sbarchi a orologeria”: Paragone a Stasera Italia sbugiarda le Ong (IL VIDEO)

Pubblicato il 08/11/2022 09:49 - Aggiornato il 08/11/2022 10:33

Non c’è soltanto la discussa legge sui rave party a tenere banco, in queste ore di acceso dibattito politico. Con un tema tornato prepotentemente di attualità proprio nelle ultime ore: la gestione dei flussi di migranti e il comportamento delle navi Ong, che monitorano le acque internazionali alla ricerca di imbarcazioni da trarre in salvo e che spesso però finiscono per scaricare esclusivamente sull’Italia la responsabilità dell’accoglienza delle persone a bordo. Un argomento sul quale si è espresso anche il leader di Italexit Gianluigi Paragone, ospite di Barbara Palombelli durante l’ultima puntata del programma Stasera Italia su Rete 4. Mettendo in luce alcuni aspetti del problema che spesso vengono presi poco in considerazione, a partire proprio dalla ciclicità con cui le navi Ong tornano a occupare le pagine dei giornali. (Continua a leggere dopo la foto)

“La cosa che balza subito all’occhio è che queste Ong ritornino sulle prime pagine dei giornali e al centro dell’attenzione della cronaca soltanto quando ci sono dei governi che a loro non piacciono. E allora i toni si alzano e si ingaggia un rapporto anche muscolare e tutto deve essere finalizzato a quel tipo di scenario” ha infatti spiegato Paragone. (Continua a leggere dopo la foto)

“Le ricadute di quello scenario non vengono mai prese in considerazione la gente normale a casa che ci sta guardando pensa: ‘si è vero, ci sono le ong, ci sono i sono migranti però nella quotidianità delle città, le periferie sono nelle mani di bande di stranieri che fanno quello che vogliono'” ha concluso Paragone. (Continua a leggere dopo la foto)

Un tema tornato di stretta attualità dopo la richiesta di alcune imbarcazioni Ong, tra le quali Humanity 1 e Geo Barents, di far sbarcare in Italia i circa 400 migranti soccorsi in mare e presenti a bordo. L’Onu ha ribadito in queste ore la necessità di far scendere a terra il prima possibile queste persone per prestare loro soccorso, sottolineando però come il nostro Paese non debba essere considerato l’unica opzione.

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