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Ryanair annuncia 3mila esuberi e il taglio dei salari: il regalo del primo maggio

Il primo maggio 2020 tutto è stato fuorché una festa. Di lavoratori ce ne sono sempre meno, e se il governo non interviene prima di subito, altre migliaia e migliaia di persone resteranno senza un impiego. Tra le tante storie, e le tante notizie di questo periodo, in una giornata così simbolica come quella del primo maggio, c’è chi si è ritagliato una fetta importante della scena, con un tempismo quasi teatrale. Si tratta di Ryanair, che proprio nel giorno della festa dei lavoratori ha annunciato che ci saranno circa 3mila esuberi. Il mercato dei trasporti aerei – in particolare quello passeggeri – faticherà a riprendersi e tornare ai volumi dello scorso anno. Uno scenario ipotizzato da più parti, ma confermato dalle previsioni di Ryanair che afferma che potrebbe ridurre del 30% il suo organico.

Una notizia pessima per i lavoratori della maggiore compagnia low cost europea, evidentemente in difficoltà dopo lo stop ai voli causato dalla pandemia da COVID-19. Come riporta Quifinanza, “nonostante il CEO O’Leary abbia più volte rassicurato sulla solidità della sua azienda, le prospettive di un ritorno alla normalità sono evidentemente scarse, almeno nel breve periodo. Secondo la stessa compagnia aerea irlandese, ci vorranno quasi 2 anni prima che gli effetti del virus si attenuino e gli utenti potranno tornare a volare. Ryanair prevede, infatti, che riuscirà a far volare solo 150 mila passeggeri e non 42,4 milioni come inizialmente previsto”.

La situazione non cambierà nel trimestre luglio-settembre, quando i passeggeri in volo saranno poco più di 20 milioni (meno del 50% rispetto alle previsioni iniziali). Con previsioni così pessimistiche, è impossibile per la compagnia aerea mantenere gli stessi livelli di occupazione. “Se l’andamento dovesse essere effettivamente quello annunciato da O’Leary, Ryanair licenzierà 3.000 dipendenti su un organico di 13 mila persone. Inoltre, la compagnia irlandese dovrà rinegoziare l’acquisto di diversi aerei già ordinati a Boeing.

Intanto Ryanair e easyJet chiedono una diversa modulazione delle tasse aeroportuali, in modo da offrire a tutti i competitor le stesse condizioni di “partenza”. L’Italia è ad oggi il Paese europeo più colpito dall’epidemia di coronavirus, e diverse nazioni hanno chiuso i voli con il Belpaese. I dipendenti Ryanair della penisola potrebbero essere dunque quelli a subire i maggiori disagi da questa situazione. Anche qui: il governo intervenga.

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