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Rifiuti a Roma, i ristoratori si ribellano: stop al pagamento. È rivolta fiscale

Pubblicato il 05/07/2021 15:17 - Aggiornato il 06/07/2021 13:08

Si assiste sempre di più a scene di cassonetti straripanti di rifiuti di fronte ai locali di Roma. Come se non bastassero le strade sporche, il porta a porta che non decolla e una città che naviga in un degrado senza precedenti. È per questo che i titolari degli esercizi di somministrazione dicono no al pagamento dell’ultima bolletta dell’Ama. Come racconta Il Tempo, “non solo il periodo è difficile per tutti e la ripresa, sebbene ci sia, è lenta, vedersi recapitare la bolletta per il pagamento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti relative al primo semestre 2021 suona, e non poco, quasi come una beffa”. (Continua a leggere dopo la foto)

Da qui la protesta raccolta da Fipe Confcommercio Roma, che “ha invitato i titolari degli esercizi a fornire tanto di documentazione dello stato in cui si trovano le strade dove insistono i loro locali, per poter dare il supporto legale e avanzare un’azione di danni e di richiesta risarcitoria nei confronti dell’azienda municipalizzata. Intanto, di pagare la bolletta, non ci pensano proprio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Anche perché, fanno notare dalla Fipe, “bisogna considerare il lungo periodo in cui le attività sono state sottoposte a misure restrittive che ne hanno ridotto in modo significativo l’operatività fino quasi ad azzerarla ed era forte l’attesa che l’amministrazione tenesse conto di ciò nel calcolo delle tariffe così come era stato fatto per i 78 giorni di chiusura del primo lockdown quando il Comune aveva riconosciuto una riduzione, peraltro insufficiente, de125% della quota variabile della tariffa 2020. E invece nulla”. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive ancora Il Tempo: “Le bollette del primo semestre 2021 restano a tariffa piena e non c’è alcun accenno al fatto che eventuali riduzioni verranno previste nella seconda rata. Eppure il Governo, ricorda ancora Fipe, ha messo a disposizione 600 milioni di euro proprio per tener conto delle esigenze di bilancio dei Comuni dinanzi alla necessità di ridurre le bollette delle imprese che hanno subito misure restrittive nell’azione di contrasto della pandemia. Soldi che potrebbero dunque essere utilizzati a tale scopo e proprio per evitare un’ulteriore presa in giro ai danni degli esercenti”.

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