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“In Italia libertà d’informazione a rischio”. L’allarme di Reporters sans Frontières

Pubblicato il 10/12/2021 08:27

In Italia la situazione non è affatto buona. Con i diritti sempre più oppressi e con misure sempre meno comprensibili, anche lo stato di salute dell’informazione è precario. Ce ne rendiamo conto tutti i giorni, leggendo i giornaloni o ascoltando i Tg: l’informazione va a senso unico, cioè quello a favore di governo. Il problema è che se ne sono accorti anche al di fuori dei nostri confini e questo fa capire quanto sia grave la questione. “La lotta alla disinformazione è un valore, ma la censura no”. Reporters sans Frontières bacchetta così la neo direttrice del Tg1 Monica Maggioni che nella sua prima uscita pubblica dopo la nomina ha rivendicato che non darà mai voce a coloro che mettono in discussione la politica di vaccinazione del governo. (Continua a leggere dopo la foto)

“Non puoi mettere sullo stesso piano – dice la Maggioni – uno scienziato e il primo sciamano che passa per la strada. Deve tornare a contare la competenza, non tutte le opinioni hanno lo stesso valore”, ha calcato. Quindi al Tg1 non potranno avere voce nemmeno gli stessi scienziati che criticano il vaccino o i grandi esperti che criticano il Green pass. “Anche in tempo di Covid il pluralismo delle opinioni nei media pubblici deve essere preservato”, ha commentato Reporters sans Frontières che ogni anno denuncia le minacce ai giornalisti in giro per il mondo stilando anche una classifica della libertà di stampa a livello internazionale che vede l’Italia piazzata malissimo. (Continua a leggere dopo la foto)

Con una serie di tweet – riporta Il Fatto Quotidiano – l’organizzazione non profit ha stigmatizzato anche l’ex premier Monti che prima ha invocato una sorta di fatwa nei confronti delle voci di dissenso (“Siamo in guerra serve una somministrazione dell’informazione meno democratica”), poi ha provato ad aggiustare il tiro dicendo di esser stato frainteso, ma ribadendo il concetto (“Non ho parlato di censura, ma di democrazia. Il tema del ruolo dell’informazione nella gestione di una situazione di emergenza come quella del Covid si pone proprio nelle democrazie, perché nei regimi autocratici il controllo del potere pubblico sull’informazione c’è sempre. Teniamoci stretta questa libertà, ma c’è da chiedersi come affronta una democrazia le situazioni di emergenza”). (Continua a leggere dopo la foto)

Parole finite nel mirino di Reporters sans Frontières che ha fatto pure all’ex presidente del Consiglio barba e capelli: “RSF è profondamente preoccupata per la nascente volontà politica di controllare l’informazione in Italia. Il senatore ed ex premier Mario Monti ha recentemente chiesto restrizioni alle libertà e modalità meno democratiche per quanto riguarda la diffusione delle informazioni”. Per poi chiosare a proposito di libertà d’informazione e servizio pubblico come sia sempre importante la lotta alla disinformazione, uno scopo che però “non può essere perseguito a spese della restrizione del pluralismo dei media e della censura delle opinioni critiche nei confronti del governo”.

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