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“In manette se sbagli un pronome”: l’ultima trovata della sinistra in favore della comunità Lgbt

Pubblicato il 17/10/2023 12:39

Usare in maniera sbagliata un pronome di genere potrebbe portare addirittura al carcere. Questa l’ultima idea che ha preso piede nel mondo della sinistra e che sta dando i primi frutti in Inghilterra, dove il governo laburista sta ragionando sull’introduzione di un nuovo crimine, punibile anche con la galera nei casi più gravi. Come spiegato da Massimo Balsamo sul sito del giornalista Nicola Porro, infatti, l’esecutivo laburista di Londra ha promesso di inasprire le linee guida contro abusi e violenze nei confronti della comunità trans, dicendosi pronto a “trasformare ogni attacco relativo all’identità di genere in reato aggravato. Ma ciò non riguarda solo le aggressioni: anche il misgendering sarà punibile fino a due anni di reclusione”. (Continua a leggere dopo la foto)
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reati gender sinistra

Un annuncio che, ovviamente, ha scatenato polemiche feroci sui social. L’idea al vaglio del governo sarebbe infatti quella di “adottare pene detentive nei confronti di chi si rifiuta di utilizzare i pronomi preferiti di una persona transgender oppure nei confronti di chi sceglie di utilizzare il nome all’anagrafe della stessa persona trans”. Nei casi più gravi, si potrebbe arrivare anche all’arresto. (Continua a leggere dopo la foto)

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La riforma mira di fatto a equiparare il misgendering a una vera e propria aggressione nei confronti della vittima. Un passaggio che ha diviso gli utenti, visto che non sono mancati commenti increduli di chi ha giudicato come “eccessiva” (in alcuni casi gli aggettivi sono stati anche peggiori) questa possibile novità. (Continua a leggere dopo la foto)

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Già in passato si era discusso in merito: nel 2022 un predicatore cristiano, David McConnell, era stato condannato a Leeds per aver “molestato” una donna transgender, rivolgendosi a lei come “uomo”. Successivamente il provvedimento era stato annullato. L’idea di leggi più stringenti sul tema sembra però piacere molto alla sinistra, tanto che non si esclude che, in caso di approvazione della legge, altri Paesi europei possano presto imitare l’esempio inglese.

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