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“Rapido peggioramento”: vogliono un Capodanno in arancione. I possibili scenari

Pubblicato il 20/12/2021 12:34

Il Natale, ormai, sembra salvo. Ma per il Capodanno gli italiani farebbero meglio a non farsi troppe illusioni: dalle parti del governo si ragiona già, infatti, su un nuovo giro di possibile strette, mentre diverse Regioni confermano che, numeri alla mano, potrebbero presto trovarsi in zona arancione. Ad anticipare i prossimi scenari è stata in queste ore La Stampa, secondo la quale all’interno dell’esecutivo guidato da Mario Draghi sarebbe già scattato l’allarme per la variante Omicron, considerata più contagiosa della Delta.

I dati in peggioramento hanno così spinto diversi esperti ed esponenti dell’esecutivo a farsi avanti, come ad anticipare quelli che potrebbero essere i futuri sviluppi della situazione. L’ex direttore dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) Guido Rasi, ha spiegato per esempio ai microfoni di Mezz’ora in Più, in onda su Rai Tre: “Il sospetto è che, dietro l’apparente minore circolazione nel nostro Paese, ci sia la scarsa capillarità nel cercarla. Si raccolgono pochi dati e lentamente. Rischiamo di sapere tardi la portata dell’andamento del virus, ritardando decisioni importanti”.

Possibile, secondo Rasi, che presto alcune zone del Paese si ritrovino colorate di arancione, visto che “sta continuando a salire l’occupazione dei posti letto. Se la variante Omicron bucasse completamente il vaccino sarebbe praticamente un altro virus, sarebbe una pandemia B”. A fargli eco è stato il ministero della Salute, con una circolare inviata alle Regioni il cui contenuto è stato reso noto dalla Stampa: “Si raccomanda la tempestiva attivazione di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare un eventuale incremento, anche sostenuto, della domanda di assistenza sanitaria”.

Nel documento si rimanderebbe a quanto già disposto per la gestione delle precedenti ondate pandemiche, “dalla rimodulazione dell’attività programmata, considerata differibile, al potenziamento dei posti letto ospedalieri”. Il rischio, insomma, è di ritrovarsi tra le mani un Capodanno blindato, con misure pronte a scattare prima del 31 dicembre per evitare assembramenti. Tra le novità al vaglio del governo, anche l’obbligo di mostrare il referto di un tampone negativo per poter entrare nei locali al chiuso.

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