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“Pronti a usare la forza”: la Russia convoca l’ambasciatore italiano e Ue. Rischio escalation alle stelle

Doveva essere una guerra lampo, destinata a finire nel giro di pochissimo. E invece quello in corso in Ucraina è un conflitto dai tempi incerti, già arrivato oltre i 118 giorni. E con le operazioni militari che continuano soprattutto nel Donbass. Secondo il ministero della Difesa di Kiev, la Russia vorrebbe conquistare tutta la regione di Luhansk entro il 26 giugno. Le forze di Mosca hanno preso il controllo del villaggio di Metyolkine, nei pressi di Severodonetsk. La zona, nella massima segretezza, sarebbe stata visitata nei giorni scorsi da Volodymyr Zelensky.

La tensione in queste ore, come raccontato da Il Tempo, è salita alle stelle dopo che la Lituania ha deciso di fermare i treni con le merci colpite dalle sanzioni dell’Unione europea. Il blocco imposto all’esportazione di una serie di merci da e per l’enclave russa di Kaliningrad rischia di scatenare la crisi nella crisi e Mosca minaccia Vilnius: “Pronti a usare la forza se bloccate Kaliningrad”. La paura è quella di una ritorsione violenta.

Il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, in onda sul canale Tv Live di Soloviev, ha spiegato: “La Lituania, con le sue restrizioni al transito delle merci attraverso la regione di Kaliningrad, aggrava la situazione della sicurezza alimentare. Dovrebbe comprendere la gravità” delle conseguenze del divieto di transito ferroviario di merci importate dalle regioni russe nella regione di Kaliningrad. “Hanno bisogno di capire le conseguenze e le conseguenze, sfortunatamente, arriveranno”.

A conferma del clima incandescente, il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore dell’Unione europea a Mosca Markus Ederer e quello italiano Giorgio Starace. “È una situazione che può essere risolta con mezzi diplomatici. L’ambasciatore dell’Unione europea in Russia sarà convocato al ministero degli Esteri e gli verranno comunicate le condizioni”.

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