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Vaccino a Scanzi, parla la Procura: “Non ne aveva diritto”

Pubblicato il 29/06/2021 09:44

Andrea Scanzi, nota firma del Fatto Quotidiano, nel mese di marzo – lo ricorderete – finì nell’occhio del ciclone per aver “saltato la fila” per la vaccinazione. “L’ho fatto alla luce del sole perché non avevo nulla da nascondere e anzi volevo dare un messaggio positivo all’opinione pubblica”, aveva prontamente dichiarato ad affaritaliani.it in un’intervista rilasciata nel pieno della bufera mediatica. Ribadendo anche sui social di aver ricevuto il vaccino come riservista e in qualità di caregiver familiare dei genitori: “Ho fatto il panchinaro del vaccino”, aveva affermato. Oggi vengono aggiunti nuovi elementi a questa vicenda. (Continua a leggere dopo la foto)

Affaritaliani.it torna sull’argomento e racconta che dopo le polemiche, la procura di Arezzo, città dove gli fu fatto il vaccino, aprì subito un fascicolo. In questi mesi sono stati ascoltati i principali responsabili del servizio della Asl. Ora, sul caso del giornalista aretino, la stessa procura chiede l’archiviazione. Dando delle precise spiegazioni. Stando alle conclusioni del pm Marco Dioni, Scanzi “non rientrava in alcuna categoria vaccinale di quel momento e dunque non aveva diritto ad anticipare la somministrazione”. (Continua a leggere dopo la foto)

Tuttavia, dal punto di vista giuridico-legale, per la procura “non si configura alcun reato” nella condotta del giornalista. In virtù, viene spiegato, della riforma del reato di abuso d’ufficio, ipotesi su cui lavorava la procura, tale fattispecie penale non si è configurata. Perché vi sia reato di abuso di ufficio nella condotta di Andrea Scanzi, è stato ancora spiegato alla procura di Arezzo, occorre che la violazione sia a una legge o a un regolamento, cosa che per il pm Dioni non è accaduta in questo episodio. (Continua a leggere dopo la foto)

Dunque, sottolineano dalla procura, anche se eticamente il gesto può da taluni essere considerato censurabile, dal punto di vista giuridico non è penalmente perseguibile. Insomma, Scanzi non aveva alcun diritto a quella dose di vaccino in quel preciso momento ma questo non costituisce reato. Vicenda archiviata.

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