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Pil, sorpresa Italia! I dati smentiscono i corvi e Francia e Germania “rosicano”

Pubblicato il 14/02/2023 11:49
Pil Italia Francia Germania

Alla faccia dei gufi. E soprattutto dei falchi. Tra tutti questi uccellacci e uccellini (per citare una celebre opera di Pier Paolo Pasolini) che guardano all’Italia per spolparla, mangiarsela e buttarsi su di lei come avvoltoi pronti a divorare la carcassa, ecco che arrivano le previsioni economiche per il 2023 e il 2024 della Commissione Europea che allontanano il rischio recessione e che dicono una cosa fino a poco tempo fa inimmaginabile: l’Italia cresce più di Francia e Germania e si rivela migliore del previsto con una crescita del Pil dello 0,8%. Nelle stime della Commissione – riprese da Il Sole 24 Ore – Roma corre più di Francia (+0,6%) e Germania (+0,2%). L’ultima stima, sempre dell’Ue, la crescita dell’Italia era data a un +0,3%, ben 0.5 punti in meno rispetto alle attuali. E ricordiamo che l’ultima Nota di aggiornamento al Def era stata elaborata mentre il mondo dei previsori internazionali faceva piovere su Roma nubi nerissime di recessione. Gli uccellacci, si diceva. (Continua a leggere dopo la foto)
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È per questo che anche le stime per il 2024 devono essere prese con le pinze e non fare paura. L’Italia, infatti, tornerebbe il prossimo anno a occupare l’ultimo posto nella classifica della crescita. Siamo certi, però, che anche quel dato verrà smentito e cambiato, proprio come accaduto in questi giorni con le utile stime. Nel 2023, infatti, mentre molti ci davano in recessione, viene fuori che l’economia italiana supera la concorrenza della Francia (+0,6%) e della Germania (+0,2%), alle prese con la crisi strutturale del proprio modello di sviluppo. Il nostro Pil supera così di circa due punti quello del 2019. E ora c’è da spendere anche i soldi del Pnrr. E all’orizzonte c’è anche la speranza della riforma del Patto di stabilità. (Continua a leggere dopo la foto)

In tutto questo, però, l’Europa non ce la fa a non fare danni. Dopo il disastro combinato nella gestione della crisi pandemica, ora sta dando il suo peggio in quella russo-ucraina. Finora il conto della guerra segna uno sbalorditivo 800 miliardi di euro alla voce “fronteggiare la crisi energetica” (con pesanti ripercussioni sul Pil). È quanto emerge dall’analisi condotta da Giovanni Sgaravatti, Simone Tagliapietra, Cecilia Trasi e Georg Zachmann, gli economisti che hanno realizzato l’analisi per il think tank Bruegel. Chi c’è in cima alla alla classifica della spesa pubblica, con stanziamenti cumulati per 264,6 miliardi? La Germania, ovvio. Il resto degli Stati Ue ha speso le briciole. E così la spesa dei Paesi europei per gli aiuti contro la crisi energetica ha ormai superato il fondo di ripresa contro la pandemia della Ue, che era di 750 miliardi. (Continua a leggere dopo la foto)

L’altra cosa “interessante”? Secondo i ricercatori finora i governi hanno concentrato la maggior parte degli aiuti su misure non mirate per ridurre i prezzi dell’energia per i consumatori, come le riduzioni delle accise e dell’Iva sulla benzina o i tetti all’energia elettrica, ossia ciò che serviva veramente. Cosa fa dunque Ursula von der Leyen per porre rimedio a questo disastro? Una cosa illogica, perfettamente in linea con tutto il suo operato. Tenetevi forte, perché secondo Politico, lo staff della presidente della Commissione sta facendo circolare le bozze di un decimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia. Vuole ucciderci tutti, altrimenti non si spiega.

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