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“Pietro Taurino è morto a causa del vaccino”: svolta nelle indagini

Cosa è successo di preciso al maresciallo maggiore dei carabinieri di Mantova Pietro Taurino, scomparso dopo un malore lo scorso 17 marzo? L’uomo, 50 anni, aveva da poco ricevuto la somministrazione del vaccino AstraZeneca e il suo caso aveva subito sollevato dubbi e polemiche circa la reale sicurezza dei farmaci anti-Covid. Oggi, dopo sette mesi di attività, si è conclusa l’indagine della Procura che ha cercato di far luce sull’accaduto e che ha visto i pubblici ministeri coinvolgere un pool di tre esperti per appurare con certezza le cause del decesso.

"Pietro Taurino è morto a causa del vaccino": svolta nelle indagini

L’esito dell’autopsia sul corpo del maggiore dell’Arma aveva evidenziato come la morte fosse stata provocata da emorragia cerebrale e trombosi venosa cerebrale, sollevando subito interrogativi sulla possibilità di una correlazione con l’inoculazione ricevuta pochi giorni prima. La risposta, secondo i super consulenti nominati dalla Procura, è “sì”: al termine delle indagini è stato infatti evidenziato come “con alta probabilità” ci sia un legame tra il vaccino e la scomparsa di Pietro Taurino.

Nonostante tutti gli indizi facciano quindi pensare che sia stato il vaccino a causare la morte del militare, alla fine si è arrivati a una semplice richiesta di archiviazione in merito al drammatico episodio. I magistrati inquirenti hanno infatti dovuto avanzare una richiesta di “non luogo a procedere”, visto che le aziende farmaceutiche che producono i farmaci anti-Covid sono state esonerate da qualsiasi tipo di responsabilità in caso di eventuali eventi avversi dopo la somministrazione.

La conferma, l’ennesima, di quanto poco ancora conosciamo circa la reale sicurezza dei vaccini. In un Paese che, però, non ammette dubbi a riguardo: qualsiasi tentativo di fare chiarezza porta all’etichetta di “no vax”, appiccicata con estrema facilità addosso a chiunque avanzati leciti sospetti. Nelle scorse settimane era stato un altro caso a tenere banco, quello della morte della 18enne Camilla Canepa in Liguria: anche lì, le indagini avevano evidenziato come la giovane fosse sana e il decesso da ricondursi esclusivamente alla vaccinazione effettuata poco prima.

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