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L’italia è in ginocchio e il Pd allunga l’occhio sui nostri risparmi: pensano alla patrimoniale?

Il coronavirus sta mettendo in ginocchio l’Italia e gli italiani, sia da un punto di vista sanitario che economico. E il governo cosa sta pensando di fare? Mettere una patrimoniale, cioè le mani nei nostri portafogli. Qualcosa si era già avvertito nell’aria, con il direttore di Bankitalia Visco che ammiccava al “risparmio degli italiani” e in coro insieme a lui anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate. Ci mancava all’appello la voce del governo, ed è quella di Antonio Misiani (Pd), viceministro dell’economia. A Radio24, Misiani ha detto: “Dobbiamo fare uno sforzo importante per mobilitare tante risorse ferme nel sistema produttivo per rilanciare le nostre imprese. Gli italiani hanno 1400 miliardi di euro fermi sui conto correnti o in liquidità, noi dobbiamo inventare strumenti che permettano di convogliare questa risorse verso l’economia reale, per farglieli investire”, ha spiegato Misiani.

E ancora: “Dobbiamo rompere questo meccanismo e trovare tutti i canali possibili immaginabili per garantire liquidità ora, nell’emergenza, e poi per rafforzare il nostro sistema produttivo”. Ed ecco qua, dunque, che la patrimoniale è in arrivo. “Non mi sono mai impegnato in politica perché penso ci voglia una gran professionalità per poterla fare”, ha commentato ad Affaritaliani l’ex Ad e presidente di Unipol Giovanni Consorte: “Come si fa anche solo a parlare di patrimoniale con un’economia ferma? Non si capisce neanche quando e come riprenderà. E si pensa di andare a togliere delle risorse alle persone che le hanno guadagnate nel tempo e che non hanno neanche la possibilità di recuperarle!? E una follia!”.

Ma la patrimoniale appare a tutti una scelta folle e demenziale. Affari Italiani spiega: “I dati Istat dicono che l’Italia ha di media intorno ai 20 milioni e mezzo di nuclei familiari (16 milioni e mezzo sono nuclei familiari estesi, 2,6 mln con monogenitore e 1,1 mln sono nuclei con almeno uno straniero residente). Il reddito medio italiano è di media 20.670 euro, scrive nel 2017 il Ministero dell’economia e delle finanze. Circa il 45% dei contribuenti, cioè 18.622.308 persone, guadagna meno di 15.000 euro l’anno. Intorno al 50% degli italiani ha un reddito tra i 15.000 e i 50.000 euro. Il 5,3% ha un reddito superiore ai 50.000 euro. E lo 0,09% della popolazione ha un reddito superiore ai 300.000 euro. Una patrimoniale significa letteralmente colpire i patrimoni, esentando certe soglie di povertà che sono al limite del sostentamento. Quindi il prelievo avverrebbe sulla classe media (o cosa ne resta)”.

Diversi economisti hanno calcolato che anche se venisse prelevato di media la percentuale monstre del 4% per ogni conto, a chi più e a chi meno proporzionalmente, arriveremo ad una cifra che oscilla tra i 50 e i 60 miliardi di euro. Bazzecole se confrontate all’effetto devastante che imprimerebbe sui consumi. “Un’opzione oltretutto inutile perché non garantirebbe gli introiti e la liquidità che servono. In più con la devastazione dell’economia italiana si favorirebbero gli interessi di alcuni Paesi industrializzati con liquidità disponibile come Germania e quelli del nord Europa. E deprimendo le risorse disponibili, indebolendo ulteriormente il traballante sistema sanitario, si favorirebbero i dettami della finanza mondiale che ha imposto la globalizzazione che vediamo, sradicando le ricchezze nazionali”.

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