in

Benetton, addio revoca delle concessioni! Neanche il coronavirus ferma le trame del potere

Il coronavirus sta bloccando tutto, tranne i soliti giochi di potere. Mentre tutto crolla, il valore delle azioni di Atlantia sale. Per quale motivo? È facile intuirlo. Il sistema di potere ha fiutato un accordo nell’aria. Il principale indizio è da rintracciare nel fatto che negli ultimi giorni è stato registrato un aumento del 20%. Solo ieri (3 aprile 2020) c’è stato un rialzo del 3,86% a 13,2 euro. Ma come è possibile? Se le restrizioni di contenimento hanno bloccato l’intero Paese e il traffico e quindi gli incassi si sono azzerati? Per non parlare del fatto che c’è ancora in gioco il contenzioso per la caduta del Ponte Morandi. Ma soprattutto: come fanno le azioni a salire se ci si aspetta la revoca delle concessioni? Già, ma è proprio su questo punto che giace la risposta: nell’aria aleggia una possibile intesa tra governo e Benetton. I segnali lasciano intendere che la revoca delle concessioni non ci sarà, quindi gli analisti scommettono su questo e sulla vendite delle quote. Ma facciamo un passo indietro.

Il 7 aprile ci sarà una riunione del cda del gruppo Atlantia per fare il punto della trattativa sulla concessione di Aspi. L’approvazione del bilancio 2019 è stato rimandato a fine aprile proprio a causa del fatto che ancora non è stata messa chiarezza sulla revoca prevista dall’articolo 35 del decreto milleproroghe. Proprio alla luce di questo non sarebbe possibile rappresentare con certezza l’evoluzione della gestione per Aspi e soprattutto il suo valore nel rendiconto Atlantia.

I negoziati sono ripartiti e l’idea sarebbe quella di far scendere il gruppo Atlantia sotto il 50%. Subentrerebbero dunque Cassa Depositi e Prestiti e F2i. Ma quanto vale oggi Autostrade per l’Italia? Gli esperti valutano Aspi intorno ai 12 miliardi di euro in caso di una cessione al 100% della società. Mediobanca, in un report, ha sottolineato che questa valutazione non sarebbe così distante dai 14,8 miliardi presi in considerazione nella vendita del 12% avvenuta nel 2017 a Allianz e Silk Road.

Molti analisti, insomma, stanno facendo il tifo per l’ingresso di Cdp. E sono pesi massimi, il che lascia intuire quanto siano grandi gli interessi in gioco. Se scende in campo Bank of America, ad esempio, che due giorni fa ha alzato il rating a buy (comprare), con un prezzo obiettivo di 20 euro… E gli esperti (pur segnalando che la visibilità è ancora molto bassa) ritengono che il profilo di rischio/rendimento sia indirizato al rialzo, vuol dire che il vento soffia in una sola direzione.

Inoltre, il traffico dovrebbe registrare un recupero nel 2021, fattore che rende ancora più probabile un accordo sul tema. Senza considerare, dicono gli esperti, che la liquidità resta sufficiente. E anche sotto il profilo politico – come segnala La Verità – ci sono diversi segnali “che lasciano intendere come l’affaire Atlantia potrebbe concludersi positivamente. Le componenti meno oltranziste del governo hanno compreso che la ripresa post epidemia passerà anche attraverso robusti investimenti infrastrutturali e sarebbe quindi folle rinunciare ai 7,5 miliardi di investimenti in tre anni” che Benetton ha messo sul piatto nel nuovo piano industriale.

Ti potrebbe interessare anche: Mes, chi è Rivera, l’alleato dell’Europa per portare la Troika in Italia

Mes, chi è Rivera, l’alleato dell’Europa per portare la Troika in Italia

L’italia è in ginocchio e il Pd allunga l’occhio sui nostri risparmi: pensano alla patrimoniale?