in

Parla dei rischi dei vaccini: ricercatore finisce bloccato e censurato dai social

Pubblicato il 05/07/2021 10:55

Censurato, bloccato da Linedin e con l’account successivamente chiuso. Questo quanto capitato a Robert W. Malone, ricercatore che grazie ai suoi lavori ha posto le basi teoriche delle attuali terapie geniche. E che si è macchiato del grave crimine, agli occhi di una classe politica che cerca di inculcarci in testa un pensiero unico, di esprimere preoccupazione sugli attuali vaccini anti-Covid. In un periodo in cui i governi puntano tutti sui farmaci, pagati a peso d’oro, per contrastare la pandemia, coltivare qualche perplessità è un peccato mortale, imperdonabile. E così, nonostante la fama e l’importanza dei suoi lavori passati, Malone si è trovato a fare i conti con il bavaglio dei social.

Malon aveva rilasciato un’intervista a Tucker Carlson di Fox News in cui affrontava il tema della pandemia, della sua origine e dei vaccini. Il video è stato rimosso in fretta e furia da YouTube, con l’account Linedin del ricercatore bloccato. Tutto perché durante il colloquio erano emersi dubbi sui farmaci: “Una delle mie preoccupazioni – aveva detto Malone in un passaggio del filmato scomparso – è che il governo non sia trasparente con noi su quali siano questi rischi. E quindi, sono dell’opinione che le persone abbiano il diritto di decidere se accettare o meno i vaccini”.

Considerazioni rivolte soprattutto ai giovani, per i quali i rischi dei vaccini sarebbero maggiori dei vantaggi. Malone, come riassunto dal Fatto Quotidiano che ha riportato il testo tradotto della sua intervista, sosteneva “che la proteina Spike del vaccino circoli nell’organismo dei vaccinati (biodistribuzione), e non si fermi nei pressi del sito di inoculazione (linfonodi regionali, ascella), come invece ritenuto finora. Questa eventualità porrebbe a cascata altre domande sui meccanismi di azione della Spike”. Una tesi sostenuta anche da uno studio pubblicato su Clinical Infetcious Diseases (Oxford Academic) in cui si mostra come la produzione di antigene S1 (Spike) dopo la vaccinazione iniziale può essere rilevata entro il primo giorno ed è presente al di là del sito di iniezione e dei linfonodi regionali associati.

Inoltre, sempre secondo Malone, esisterebbero fondati timori che la proteina Spike abbia una sequenza omologa alla neurotossina e possa interagire col recettore che abbiamo in alcuni nostri neuroni causando alcune disregolazioni neurologiche. Teorie che andrebbero ancora approfondite, e che richiederebbero però analisi e studi. Peccato, però, che mettere in dubbio la sicurezza e l’efficacia dei vaccini non sia più possibile, al giorno d’oggi. Chi ci prova, finisce puntualmente censurato.

Ti potrebbe interessare anche: “Se noi stacchiamo il fatto procreativo dalla relazione affettiva e sessuale si può ipotizzare…”

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

Cultura e Recovery Fund, cosa ci aspetta?

Fisco, così il Lussemburgo continua ad aggirare le norme sulla trasparenza