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Sindaco Milano, uragano Paragone: “Sarò la sorpresa. Di Montigny? Un fighetto come Sala”

Gianluigi Paragone, leader di Italexit, è un uragano. Carico per la sua candidatura a sindaco di Milano, oggi, 21 giugno, ha presentato alla stampa il suo progetto per la città, definendo la sua candidatura “politica”. Esordisce Paragone: “Io provo a fare l’ariete, saremo l’outsider, la sorpresa. Questa è una candidatura politica a tutto tondo e si innerva con una città che ha grande vocazione politica”. Assieme all’ex assessore lombardo Massimo Zanello e Francesca Gentile, giurista tra le firmatarie del ricorso al Tar contro la Regione Lombardia per la riapertura delle scuole in zona arancione, Paragone dice: “Sarà una campagna elettorale fortemente politica e ideologica, in cui punteremo l’indice contro quelli che per noi sono il male, i colpevoli: ai milanesi diamo la possibilità di votare o gli alleati naturali di quel mondo che non ci piace, quindi il Pd e qualche pezzo del centrodestra, oppure provare a fidarsi di qualcuno di diverso”. (Continua a leggere dopo la foto)

Paragone ha sottolineato che nei prossimi mesi “avremo a che fare con città che con il Covid ha visto aumentare del 30% la povertà” e che l’emergenza “obbliga tutti a prendere misure con un commercio che va difeso. Noi stiamo dalla parte della ristorazione vera e contro il modello del delivery, che non è un modello virtuoso e rovina i lavoratori e la ristorazione sana”. Tra i punti saldi del programma c’è il capitolo case: “Oggi i nuovi grandi immobili sono un asset di cui i fondi dispongono mentre in periferia ci si scanna per pagare una casa. Ci si umilia con paghette invece di retribuzioni”. (Continua a leggere dopo la foto)

Attento anche al tema green e a quello della mobilità, Paragone spiega: “Se deve essere una moda la lasciamo ai fighetti. Noi abbiamo un modello diverso da Di Montigny e Sala”. A Milano, ha fatto notare ancora il senatore “il reddito medio del club della zona vip che elegge Sala è superiore di 5 volte a quello delle periferie, che sono i luoghi dove avvengono i maggiori tagli, dove si tolgono strutture sanitarie e le case sono un optional e i politici vanno ogni cinque anni quando devono farsi rieleggere”. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo Paragone Milano ha bisogno di un candidato diverso rispetto a tutte le precedenti esperienze: “Dicono che Milano è europea e che la nostra proposta è fuori sincrono, sbiadita, che ha un rimando al passato ma questo modello moderno non ci piace – ha sottolineato -. Lucio Dalla diceva ‘Milano vicina all’Europa, Milano che banche che cambi’ già nel 1979 ma le banche non erano la finanza che mangia l’economia reale. Oggi il mondo finanziario è entrato in una specie di golden share ed è padrona di Milano”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sull’immigrazione Paragone è chiaro: “Quando l’immigrazione diventa un modo per riempire le periferie allora è solo un’altra maniera che hanno i fighetti di lavarsi anima, coscienza e mani, e questa oggi è la politica del centrosinistra”. Anche sulla questione dello stadio, Paragone ha idee molto chiare: “Se si tratta di regalare nuovi spazi commerciali a Milan e Inter dico assolutamente No”. Una battuta sugli avversari? “Sala poteva essere il candidato del centrodestra ma lo è stato del centrosinistra – ha detto Paragone – Ma il suo profilo poteva essere la candidatura del centrodestra. E infatti il centrodestra non è riuscito in 5 anni a tirare fuori un campione a Palazzo Marino capace di diventarne il competitor. Significa che il centrodestra non vuole vincere a Milano”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ha continuato Paragone: “Così tirano fuori un candidato, come ho letto, parente di un banchiere che ha inzuppato il pane nel mondo finanziario e bancario è un candidato fighetto come fighetta è la Milano di Sala”. Il riferimento è a Oscar Di Montigny, che potrebbe presto diventare il candidato ufficiale del centrodestra. Un nome che, ha proseguito Paragone: “Ha bisogno di una balia e di un tutor a mezzo servizio come Albertini, che si pone come tutor di un candidato che è già un perdente”. Per questo, ha concluso il leader di Italexit, Milano ha bisogno “di un progetto politico completamente diverso rispetto a quello di Sala”. Nelle prossime settimane, ha infine annunciato Paragone sarà svelata la composizione della sua squadra. E il sito ufficiale.

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