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Paragone demolisce Conte e Di Maio: “Viva i pescatori liberi, ma voi avete fallito”

Dopo quasi 110 giorni di prigionia, i pescatori italiani sequestrati in Libia tornano finalmente a casa. E questa è certamente una grande notizia, per l’intero Paese, ma per le loro famiglie soprattutto. Ma oltre a festeggiare e celebrare l’evento con tutti crismi del caso, è bene anche tornare a riflettere sul pessimo operato del governo anche in questa drammatica circostanza. Ad alzare la voce è anche il leader di ItalExit, Gianluigi Paragone che, commentando la notizia in una diretta Facebook, dice di non volersi piegare al coro del politicamente corretto: “Di Maio e Conte hanno agito con troppo ritardo, dimostrando al mondo intero la lentezza e la debolezza del governo italiano. E lo dico anche in questo momento di enorme gioia…”.

Continua Paragone: “Non possiamo non pensare a quanto dolore abbiano provocato quasi 110 giorni di sofferenze nelle mani dei sequestratori libici. Dolore per le famiglie, per i pescatori stessi, per una comunità intera. E non possiamo non pensare alle preoccupazioni che comunque avranno, da adesso in avanti, tutti gli altri pescatori e armatori della zona di Mazara del Vallo e non solo. Questo perché, “grazie” al nostro governo ora “quelli di là” sanno che hanno a che fare con uno Stato debole che ci mette molto tempo prima di affrontare la situazione in maniera drastica”.

“Ecco perché come classe politica – attacca Paragone – dobbiamo sottolineare le mancanze di questo governo. E non possiamo non pensare male di fronte al premier Conte e al ministro Di Maio che riescono a mettere insieme questo “bel” momento proprio in una fase in cui si parla dei vecchi decreti Sicurezza… Conte e i 5Stelle ora devono dare il contentino al Partito Democratico, rimangiandosi quanto fatto in precedenza con Salvini. E guarda caso, questa Liberazione arriva nel giorno delle polemiche, per i Decreti Sicurezza appunto e per la verifica di governo… Ma magari penso male io – dice Paragone -. Resta il fatto che comunque ci hanno messo 110 giorni per agire, e questo è gravissimo”.

Aggiunge Paragone: “Voglio ribadire che la lentezza con cui il governo ha risolto questa situazione può esporre i nostri armatori alle scorribande di altri sequestratori da qui in avanti. E tutto questo accade oggi che sono in discussione i vecchi decreti Sicurezza del precedente governo. E a seguito dei nuovi decreti sicurezza targati Pd chi ci assicura che le Ong non torneranno a fare quello che facevano prima? E chi ci assicura che non aumenteranno gli sbarchi clandestini? Ricordiamo che Di Maio definiva le Ong ‘taxi del mare’. Si rimangia anche questo?”.

Conclude Paragone: “La debolezza e la lentezza con cui ha agito il governo è un fatto grave in senso assoluto, ma è ancora più grave perché così espone ad altri sequestri i nostri pescatori e i nostri armatori”. Poi la stoccata finale a Conte e Casalino: “E basta con queste operazione alla Grande Fratello!”.

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