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“Assicurare la sostenibilità del debito”: Gentiloni prepara la solita ricetta all’insegna di tagli e austerità

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. La vera natura non si perde, si possono smussare leggermente gli angoli, ma la forma rimane quella. 

L’Europa non perde tempo e ci tiene a sottolineare che quando la burrasca finirà, il fantastico mondo di eurolandia scomparirà con essa, peccato che le voragini rimarranno e l’Italia, imbrigliata tra le catene della gabbia europea, dovrà fare i conti con esse. 

“Gli Stati membri devono continuare a sostenere l’economia e la ripresa”, ma “quando la situazione epidemiologica ed economica lo consentirà dovrebbero abbandonare le misure d’emergenza, affrontando le conseguenze sociali”, e “perseguire politiche fiscali prudenti nel medio termine, assicurando la sostenibilità del debito e gli investimenti allo stesso tempo”, si legge su Ansa. 

Queste le parole messe nero su bianco dai ministri dell’economia nelle conclusioni dell’Eurogruppo. Come se le famiglie e l’economia non avessero subito il brusco colpo. Come se tutto stesse andando bene… L’unica cosa che conta è “tornare a politiche prudenti appena si potrà” e “assicurare la sostenibilità del debito”. Famiglie, imprese, lavoratori, imprenditori, tutto svuotato del loro valore di fronte alle leggi europee. 

La folle regola imposta dalla gabbia vince su tutto, al punto da diventare il credo da seguire ciecamente: rientrare nelle leggi di bilancio e assicurare la sostenibilità del debito, il resto è un contorno. Questa è pazzia allo stato puro. 

Si prosegue leggendo: “L’Eurogruppo prende nota della valutazione della Commissione secondo cui per gli Stati che già prima del Covid avevano livelli di debito elevati e sfide per la sostenibilità, è importante che preservino la sostenibilità a medio termine quando prendono misure di sostegno”. 

Il commissario all’economia Paolo Gentiloni al termine dell’Eurogruppo dichiara: “Siamo ancora in un momento in cui tutti gli Stati, anche quelli con debito alto, devono mantenere politiche di sostegno all’economia. Certo non vuol dire che il problema del debito alto non c’è, ma non si devono fermare le politiche di sostegno”.

Rispondendo a chi gli chiedeva se la Commissione fosse preoccupata dall’eventualità di una crisi di governo in Italia, Gentiloni afferma inoltre: “Certamente la Commissione è per la stabilità dei governi, ma questo non significa che entriamo nelle dinamiche nazionali. La stabilità dei governi è qualcosa che compete ai Parlamenti, all’ambiente politico e al dibattito politico italiano”.

Con quanta leggerezza vengono pronunciate queste parole? Secondo noi troppa. La clamorosità delle loro corbellerie è inversamente proporzionale al buon senso. Andassero a dirlo a ogni singolo cittadino che non lavora da mesi, a cui non è arrivato un centesimo di aiuto, che non riceve la  Cig, che è in fila davanti alla Caritas per un pezzo di pane, che sta vedendo morire giorno dopo giorno la propria attività dopo anni di sacrifici, che bisogna “assicurare la sostenibilità del debito”. Numeri dentro a computer, che con un click potrebbero smaterizlizzarsi, ma loro preferiscono smaterializzare il valore degli italiani e le loro imprese. 

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